Nuovo «patto» per Milano E anche la Cgil firma l´intesa

03/05/2002
La Stampa web






(Del 3/5/2002 Sezione: Economia Pag. 5)
IL PROTOCOLLO ARRIVA DUE ANNI DOPO QUELLO ELABORATO DA MARCO BIAGI
Nuovo «patto» per Milano E anche la Cgil firma l´intesa
Due le priorità: lotta al lavoro nero e alla disoccupazione di lunga durata Soddisfatto il sindaco Albertini: «Ma non parliamo di concertazione»

MILANO C´È un nuovo patto per il lavoro a Milano. Lo hanno firmato il Comune, gli imprenditori e i sindacati confederali. Il sindaco Gabriele Albertini dice che è il «modello ambrosiano» che avanza: «Milano è diversa dal resto del Paese: è più avanti economicamente, socialmente e per l´occupazione». Antonio Panzeri della Cgil è soddisfatto: «Con la firma di questa nuova intesa per l´occupazione si apre una nuova fase per il sindacato». E spiega, cosa è cambiato rispetto a due anni fa, quando la sola Cgil non firmò il primo patto per il lavoro: «Il sindacato non ha cambiato idea, semplicemente in questo accordo non si tocca l´articolo 18, non c´è alcun attacco ai diritti dei lavoratori, ma c´è un´intesa, un quadro di intenti, una cornice che pone come prioritario il tema della qualità». Parole chiare. Che servono anche al ministro del Welfare Roberto Maroni, alle prese con una difficile trattativa a livello nazionale sulla flessibilità nel lavoro: «Questo patto è un fatto positivo, che dimostra come la volontà di dialogo con i sindacati non si è intaccata. Nonostante le conflittualità di questo periodo, governo, sindacati, enti locali e sindacati continuano a dialogare e a sottoscrivere accordi significativi». Su questo punto, il ministro Maroni insiste: «E´ un segnale positivo per il Paese». Per il presidente di Assolombarda Michele Perini, l´intesa firmata a Milano deve essere il preludio a nuovi accordi a livello nazionale: «Questo patto è uno stimolo importante per tutti. L´accordo pone le basi di una maggiore collaborazione tra chi offre lavoro e chi ha bisogno di essere impiegato». Per il presidente di Assolombarda è importante che anche la Cgil abbia firmato: «Si stanno tutti rendendo conto della necessità di trovare risposte al mercato del lavoro in termini di flessibilità». L´intesa, tre pagine di testo e due di firme, ha come obiettivi la lotta al lavoro nero e il recupero al mondo del lavoro dei disoccupati di lunga data e ultraquarantenni. Si parla di sanità, ambiente, trasporti, recupero di aree degradate ma anche di sviluppo, formazione e ricerca. Spiega l´assessore al Personale Carlo Magri: «L´intesa dura due anni, con un confronto ogni sei mesi. L´obiettivo è quello di portare l´occupazione in città al 70% come è previsto dagli accordi europei, contro il 60% di oggi, comunque già al di sopra della media nazionale». Sulla lotta al lavoro nero, punta soprattutto il sindaco: «E´ l´elemento corrosivo di oggi, quanto in passato furono le tangenti e la corruzione. Il lavoro sommerso non paga tasse nè tributi, limita la competizione tra le imprese e i diritti dei lavoratori». Nella conferenza stampa dopo la firma dell´intesa, Gabriele Albertini risponde anche alle critiche espresse nei giorni scorsi dal cardinal Martini che si era detto preoccupato per i diritti e le aspettative nel mondo del lavoro: «Comprendo le ansie di chi teme che nuove regole possano essere usate per togliere e non per dare. E´ compito di chi governa questo processo operare perchè questo non avvenga». Nelle due conferenze stampa separate, prima il sindaco poi i sindacati, è rimasta nell´aria come un tabù la parola concertazione. Albertini è netto: «Parliamo di accordo». I segretari dei tre sindacati pure: «Quello che importa è la sostanza». Una sostanza meno definita – nessuno ha voluto sbilanciarsi nell´affermare quanti posti di lavoro verranno creati – e con meno vincoli di due anni fa, quando la Cgil non volle firmare l´accordo perchè nell´intesa c´era un punto che riguardava la possibilità di utilizzare i contratti a termine che per il principale sindacato era «inaccettabile». Oggi tutti d´accordo. Come spiega Maria Grazia Fabrizio della Cisl: «Non abbiamo risolto il problema dell´occupazione, abbiamo individuato strategie e strumenti e c´è stato il reciproco riconoscimento dei ruoli». E come ha sottolineato il segretario della Uil Amedeo Giuliani: «Gli accordi a livello locale sono anche in armonia con il modello federalista». E così come sul patto di Milano di due anni fa, anche oggi aleggia la «firma» di Marco Biagi, il professore ucciso dalle Brigate Rosse, ricordato dal sindaco Albertini: «E´ stata la sua opera intelligente a darci questi strumenti. Quell´assassinio è un lutto che ci accompagnerà».