Nuovo contratto in tutta Italia Il sindacato frena

19/01/2011

FIAT IL DIBATTITO SULLE REGOLE


«La verità è che Fiom con gli scontri di luglio per i tre licenziati di Melfi ha fatto perdere a Mirafiori la nuova monovolume L0, finita in Serbia. Era una produzione che avrebbe consentito alla fabbrica di andare avanti sino alla partenza del Suv Jeep-Alfa. Adesso, invece, ci sarà cassa per un anno e mezzo: una perdita di 15-20 mila euro per operaio…». Così il leader Uilm, Rocco Palombella, commentando l’annuncio della nuova Cig per mille impiegati degli enti centrali di Mirafiori, dal 14 al 27 febbraio, oltre ai dieci giorni a rotazione dal 14 febbraio al 6 marzo per gli addetti alle Presse (massimo 825 al giorno).

Il dibattito sul dopo-referendum di Torino – «una grande vittoria di Fiat, Europa sollevata» scrive il Financial Times , mentre l’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia ammonisce: «Non ci sono nè vincitori nè vinti» – prosegue e si alimenta con le parole dell’ad Sergio Marchionne (è negli Usa, tornerà a Torino il 27 gennaio per il cda sui conti), che a Repubblica parla di «partecipazioni agli utili e salari tedeschi» per le tute blu Fiat e spiega che l’accordo verrà esteso anche Melfi e Cassino. Sul primo punto convince la Cisl («La partecipazione agli utili è d’obbligo» dice il leader Raffaele Bonanni), meno Uil che preferirebbe un più tradizionale scambio produttività-salario e Ugl («il sindacato non è ancora pronto»). No secco di Cgil: «Se per partecipazione l’idea è quella di un superamento definitivo di qualsiasi contratto di lavoro non siamo d’accordo».

Tiene alto lo scontro Fiom, con il responsabile Auto Giorgio Airaudo che ricorda che «per adesso ai salari dei lavoratori mancano 1.200 euro perché la Fiat ha tagliato i premi aziendali», la rinnovata richiesta di riaprire la trattativa ((il no di Bonanni: «Questo non è un gioco di società») e col segretario Maurizio Landini che attacca Marchionne («Non vuole più nessun contratto») e parla di modello tedesco: «Dico sì se preso nel suo complesso: più salari, più diritti, meno lavoro, l’azienda obbligata a dare ai sindacati i piani industriali».

Il punto, però, ora è Melfi e Cassino. Anzi, prima il contratto di Mirafiori. «Bisogna scriverlo» dice Palombella, che stima sarà pronto entro «fine gennaio-inizi febbraio». Quanto agli altri due stabilimenti il segretario Uilm dice che prima «bisogna conoscere investimenti, modelli, prospettive occupazionali e poi si può discutere senza pregiudizi ma anche senza dare per scontato tutto» e che ci «sono i tempi per farlo». Aggiunge: «Non è detto che si debba modificare l’organizzazione, già avanzata». Intanto, domani a Torino