Nuovo allarme sulle pensioni: la spesa ricomincia a correre

26/07/2002


26 luglio 2002



Nuovo allarme sulle pensioni: la spesa ricomincia a correre
M.Rog.
ROMA – Nel decennio 2002-2011 la spesa pensionistica «riprenderà ad accelerare rispetto al contenimento» registrato nel quadriennio 1998-2001. A lanciare l’allarme è il Nucleo di valutazione della spesa previdenziale (l’organismo tecnico del ministero del Welfare) che per i prossimi dieci anni prevede una crescita media delle uscite, al netto dell’indicizzazione, del 2,2%, contro il +1,6% degli ultimi quattro anni. Con punte del 4,8% nel 2006 per le prestazioni di commercianti e artigiani e del 2,7% (nel 2011) per quelle dei dipendenti pubblici e di tutto il comparto dei lavoratori autonomi. Ma a fare registrare lo sbalzo più significativo saranno le uscite per le pensioni dei dipendenti privati che, in media, cresceranno (sempre al netto dell’indicizzazione) dello 0,8 cento. I dati sono contenuti nell’ultima relazione del Nucleo depositata dal ministero del Welfare ieri in Parlamento, in cui si afferma che nel 2001 la spesa per pensioni è aumentata del 4,3% toccando quota 164.312 milioni di euro. Sempre ieri la commissione Lavoro di Montecitorio ha sospeso i lavori sulla delega previdenziale, che riprenderanno dopo la pausa estiva. Tra i nodi da sciogliere resta quello della decontribuzione di 3-5 punti sui neoassunti. Ma ieri il ministro Roberto Maroni ha detto che «per ora il problema non si pone». E ha aggiunto: non c’è motivo per cambiare idea, «tutto ciò che il Governo ha deciso è già scritto nella delega». Quanto alla relazione del Nucleo, gli esperti assicurano comunque che, anche per effetto delle riforme fin qui approvate, non si ripeteranno le impennate che hanno caratterizzato la prima metà degli anni ’90. Allo stesso tempo, però, gli esperti del Welfare confermano l’ultimo scenario a lungo termine ipotizzato dalla Ragioneria generale dello Stato: il rapporto tra spesa e Pil passerà dal 13,8% del 2000 a quota 16% nel 2033, «con un incremento di due punti percentuali», quando la gobba nei conti previdenziali raggiungerà il suo apice. Una crescita che, secondo il Nucleo, «dipende prevalentemente dal forte aumento del numero di pensioni per occupato generato dalla transizione demografica». La task force del Welfare lancia poi l’ennesimo allarme sulla situazione dei fondi speciali Inps che, pur avendo fatto registrare nel 2001 alcuni miglioramenti rispetto agli anni precedenti, resta preoccupante soprattutto per quel che riguarda i fondi degli elettrici e dei telefonici. E sempre in relazione alle singole gestioni, nel 2001 ad accusare il disavanzo maggiore sono state quelle dei dipendenti privati per circa 3.900 milioni di euro e dei dipendenti pubblici per quasi 7.700 milioni di euro. In attivo per 2.300 milioni di euro è risultata la gestione dei parasubordinati che però in questa fase non eroga prestazioni. Il Nucleo sottolinea che l’Enpals (l’ente dei lavoratori dello sport e dello spettacolo) è stato «l’unico ente pubblico a registrare un attivo di bilancio».