Nuovi Uffizi a rischio paralisi

18/11/2010


Niente soldi per i lavori del secondo lotto. "Si naviga a vista"

L´incertezza regna sul cantiere dei Nuovi Uffizi. Con il rischio della paralisi per mancanza di fondi del secondo lotto dei lavori. Rinvii e ritardi si accumulano, sia per le note vicende della revoca del commissariamento da parte del ministro Sandro Bondi, che a marzo scorso ha visto riassegnare a capo del Rup (responsabile unico del procedimento) la soprintendente ai monumenti Alessandra Marino. E anche per la mancanza di fondi Arcus (500 mila euro) necessari al completamento di Palazzo Bardini, dove dovrebbero traslocare tutti gli uffici del Polo museale (con 80 impiegati), per lasciare spazio ai lavori del secondo lotto. Secondo lotto, appunto, privo di fondi per circa 25 milioni di euro, e senza contratto firmato con l´Ati, il raggruppamento di imprese che si è aggiudicato i lavori. Il malumore serpeggia tra i responsabili del cantiere, che attaccano: «Ci siamo aggiudicati il secondo lotto ad agosto 2009 e siamo ancora in attesa di firmare il contratto. Così non abbiamo neppure iniziato il primo stralcio di opere del secondo lotto, che potevano partire contestualmente alla fine del primo lotto. Che dire se non che il cantiere già ora procede a rilento e si naviga a vista?».
Ai rilevi dell´Ati, risponde la soprintendente Marino, riaggiornando il cronoprogramma: «E´ vero, il contratto del secondo lotto non è stato firmato, i tempi e i fondi sono slittati. ma stiamo cercando di accelerare il primo lotto. A fine anno, anche se con un ritardo di 6 mesi, saranno consegnati il nuovo blocco scale e ascensori che collega i due piani della galleria a ponente, con 7-8 sale nuove. Prima del secondo lotto, comunque vanno fatti i lavori del 2011, dobbiamo completare le sale a levante, per consegnarle a primavera. Si tratta delle sale ex-napoletani, dove sarà allestita la mostra per le celebrazioni di Vasari che si aprirà a giugno». Tra un mese quindi arrivano le nuove sale, con le pareti colorate di azzurro, dove saranno allestite le opere, ora nei depositi, delle scuole straniere dal ‘500 al ‘700, dei pittori spagnoli, francesi, tedeschi, olandesi e fiamminghi. Questa è almeno una certezza. Resta nel buio invece, per mancanza 500 mila euro di fondi Arcus, la consegna di Palazzo Bardini. Dove dovranno traslocare gli uffici di Uffizi e soprintendenza, per lasciare il posto al cantiere del blocco scale-ascensori di levante. «Se arrivassero i soldi – dicono al cantiere Bardini – potremmo consegnare il primo piano tra un mese e il resto del palazzo a luglio». Un bel problema. Tant´è che c´è già chi fa i conti di sostanziose penali da pagare all´Ati per il ritardo di consegna dei locali, e propone di cercare spazi in affitto per gli uffici. Un canone, dicono, di certo meno caro delle eventuali penali.