Nuovi fondi in cerca d’opzione

02/04/2007
    domenica 1 aprile 2007

    Pagina 21 – Norme & Tributi

    La scelta sul Tfr – Per la scedenza del 30 giugno 2007 si presentano ulteriori opportunità ai dipendenti di più settori

      Nuovi fondi in cerca d’opzione

        Verso il via libera le casse per studi professionali, artigiani, agricoli e logistica

          Marco Peruzzi

          MILANO
          In arrivo altri quattro fondi pensione di categoria. Ad avere una forma complementare di previdenza saranno a breve oltre tre milioni di lavoratori dipendenti del settore privato. Si tratta dei dipendenti del settore artigiano e degli studi professionali, degli operai, impiegati e quadri dell’agricoltura e dei lavoratori della logistica (trasporti, agenzie marittime, porti, autoscuole e studi di consulenza automobilistica). SA richiedere il via libera definitivo della Covip (la Commissione di vigilanza sui fondi pensione) sono Artifond, Previprof, Agrifondo e Previlog, mentre per tutti gli altri fondi esistenti (siano negoziali, aperti o Pip) è iniziata la corsa contro il tempo per l’adeguamento di statuti e regolamenti alle nuove disposizioni introdotte con la riforma del trattamento di fine rapporto (Dlgs 252/05). L’obiettivo, per tutti, è ottenere il via libera della Covip entro fine giugno, in concomitanza cioè con la scadenza del termine semestrale per la scelta sulla destinazione del trattamento di fine rapporto da parte dei lavoratori dipendenti del settorr privato già assunti al 31 dicembre scorso.

          Tra i quattro nuovi fondi, piùavanti di tutti è Artifond. Con delibera del 21 marzo, la Covip ha infatti approvato lo statuto del nuovo fondo pensione per i circa 950mila dipendenti del settore artigiano, autorizzandolo all’esercizio dell’attività. La misura dei contributi è fissata in un 1% a carico dell’azienda, in un altro 1% a carico del lavoratore, oltre che dal Tfr (16% per chi già lavorava al 28 aprile 1993, 10% per gli assunti dal giorno successivo).

          Bacino di utenza più elevato per Previprof, il fondo di previdenza destinato ai circa 1,3 milioni di dipendenti degli studi professionali. Previprof – nato su iniziativa di Confprofessioni, la Confederazione che raggruppa le associazioni datoriali ( Confertecnica e Cipa) e le rappresentanze sindacali (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uilm) – ha presentato la richiesta di autorizzazione alla Covip e non è ancora nelle condizioni di raccogliere adesioni: ma con il via libera conta di bruciare le tappe per accogliere il Tfr dei lavoratori del comparto. Oltre al Tfr 8il 6,91% della retribuzione lorda), gli aderenti potranno versare a Previprof una contribuzione volontaria dello o,25% più un contributo datoriale di pari entità, oltre a una quota una tantum di 10 euro.

          Si prospettano invece tempi più lunghi per gli altri due nuovi fondi, Agrifondo e Previlog. Per il primo di questi – il fondo pensione dei circa 475mila operai, quadri e impiegati dell’agricoltura – sono in corso i lavori per completare la fase istruttoria dell’accordo istitutivo e dello staturo. Il finanziamento del fondo avverrà con il versamento di contributi a carico del lavoratore, del datore di lavoro e attraverso il conferimento del Tfr maturando, ovvero mediante il solo conferimento del Tfr maturando.

          Infine Previlog – il fondo pensione rivolto ai circa 30mila (stima prudenziale) dipendenti dei trasporti, delle agenzie marittime, dei porti, delle autoscuole e degli studi di consulenza automobilistica – è stato costituito giovedì scorso e si è appena avviato sulla strada delle autorizzazioni.

          Infine, il cantiere della previdenza complementare resta aperto anche per gli adeguamenti alla riforma da parte dei fondi esistenti (si veda «Il Sole-24 Ore del 28 marzo) e per l’estensione della riforma del Tfr anche ai dipendenti pubblici. Per questi ultimi, però, i tempi si profilano ancora più lunghi.