Nuovi ammortizzatori, fondi ridotti a 500 mln

18/02/2005

    venerdì 18 febbraio 2005

    sezione: IN PRIMO PIANO – pagina 3

    Nuovi ammortizzatori, fondi ridotti a 500 mln

    B.F.

    ROMA • Anche il ministro del Welfare auspica « che il provvedimento sulla competitività sia approvato entro febbraio » .
    L’interesse di Roberto Maroni è più che comprensibile: il decreto competitività rappresenta l’ultimo treno per poter far decollare la riforma degli ammortizzatori sociali. « Sono rimasti circa 500 milioni di euro, dai 750 previsti inizialmente — ha detto Maroni ieri dopo essere intervenuto in commissione Bilancio alla Camera —. È un continuo assalto alla diligenza… Queste risorse residue confluiranno nel provvedimento sulla competitività » .


    Quanto ai fondi Inail— di cui ha ripetutamente parlato il ministro Alemanno per finanziare gli interventi sulla competitività — Maroni ha detto che il Governo sta valutando « se e come utilizzare l’avanzo annuale accumulato » dall’istituto. Ogni anno, ha aggiunto il titolare del Welfare, il surplus è di circa 1,5 miliardi ma, « considerando lo stock depositato in Tesoreria a interessi zero, si arriva a 7 miliardi » . Maroni ha riferito che « ci sono proposte allo studio che potrebbero essere inserite nel decreto sulla competitività. In ogni caso, si tratta di soldi delle imprese che andrebbero alla sicurezza del mondo del lavoro. Tra l’altro— ha sottolineato— si pensa di premiare le imprese virtuose » .


    Tornando alla riforma del Welfare, il progetto è ormai definito e pronto per essere accorpato ( risorse permettendo) al decreto competitività assieme alle misure per l’emersione del sommerso. In particolare, il testo messo a punto al ministero del Welfare punta a favorire il reinserimento dei lavoratori in cassa integrazione e a estendere l’ambito di applicazione degli ammortizzatori. Nel provvedimento, peraltro, si prevede anche l’esenzione Irap dei contratti di inserimento, così come era in precedenza previsto per i contratti di formazione lavoro.


    Forte attenzione è dedicata alle « agenzie sociali per il lavoro » , alle quali viene dato il compito di favorire il raccordo tra pubblico e privato ai fini della ricollocazione dei lavoratori. Questi ultimi, anche se collocati in cassa integrazione straordinaria, potranno accedere ai meccanismi previsti dal decreto di attuazione della legge Biagi, che agevola la ricollocazione, consentendo all’utilizzatore di lavoro somministrato di godere dei benefici unitamente all’impresa di somministrazione.


    Altro punto sostanziale riguarda il trasferimento d’azienda: in particolare, la norma regola la concessione dei benefici previsti per le assunzioni dalle liste di mobilità nel caso di trasferimenti di aziende in crisi. In sostanza, pur mantenendo ferma l’impossibilità di estendere gli aiuti alle aziende « non decotte » , il provvedimento consente tuttavia di agevolare quei trasferimenti di aziende in grave stato di crisi per le quali la cessione rappresenta « l’unico strumento » per evitare il depauperamento industriale e la perdita di posti di lavoro e, di conseguenza, permette di salvaguardare, anche solo parzialmente, i livelli occupazionali che altrimenti sarebbero destinati alla mobilità.
    Il testo conferma inoltre l’estensione dell’indennità di disoccupazione ai dipendenti di imprese artigiane « temporaneamente sospesi » . La norma si applica anche al commercio al di sotto dei 50 dipendenti.


    Sul fronte della lotta al lavoro nero viene invece garantita ai disoccupati, che usufruiscono di indennità per mobilità e che allo stesso tempo svolgono un’attività anche occasionale, di poter cumulare il trattamento previdenziale con la retribuzione o il compenso percepito « nel limite massimo dell’ultima retribuzione » .