Nuovi Albi, svolta più vicina

20/03/2001

Il Sole 24 ORE.com


    Riforme in cantiere
    Il ministro Fassino annuncia la firma del regolamento sugli accessi

    Nuovi Albi, svolta più vicina
    Ma tra i dottori commercialisti è protesta contro la fusione
    M.C.D.
    ROMA. Avverrà nelle prossime ore la firma dello schema di regolamento che disciplina l’accesso agli Albi in base ai nuovi titoli universitari. Lo ha confermato il ministro della Giustizia, Piero Fassino, cui tocca il concerto sul testo predisposto dal ministro dell’Università, in base alla legge 4/99. Il regolamento — su cui non è previsto si pronuncino le commissioni parlamentari — sarà quindi sottoposto al Consiglio di Stato e poi approvato dal Consiglio dei ministri, prima dell’emanazione sotto forma di Dpr. «Con il sottosegretario all’Università, Luciano Guerzoni — ha detto Fassino — abbiamo incontrato nei giorni scorsi i rappresentanti degli Ordini, recependo le loro istanze».
    Gli Ordini, dunque, si preparano a cambiare sotto la spinta della riforma universitaria: gli Albi saranno organizzati su due livelli per ospitare i laureati triennali e i laureati specialisti che avranno superato l’abilitazione. Il processo, in base alla legge 4/99, coinvolge solo le professioni il cui accesso è subordinato al superamento di un esame di Stato: d’altra parte gli ordinamenti professionali dovevano essere modificati per far spazio ai nuovi titoli (i corsi inizieranno in modo generalizzato dal prossimo anno accademico). Il problema dell’adeguamento non si pone negli stessi termini rispetto alle professioni non regolamentate. Tuttavia, queste ultime — attraverso il Colap, il coordinamento delle libere associazioni — hanno protestato contro i contenuti del regolamento che «implicano nuove privative e configurano il raddoppio degli Ordini. E questo in contrasto con l’impegno del Governo di non intervenire sulle materie delle professioni regolamentate fino all’approvazione della riforma delle professioni».
    A diventare più numerose sono le professionalità "riconosciute" e incardinate negli Albi, ciascuno organizzato in due sezioni. Quanto alle esclusive e alle attività riservate lo schema di regolamento, nella parte generale, premette che l’obiettivo è quello di ripartire la "dote" attuale tra i due livelli dell’Albo. Certo, con lo schema di regolamento il quadro professionale sarà più segmentato. Inoltre, si scompagineranno i tradizionali rapporti tra le categorie: nell’area tecnica, per esempio, i Collegi (geometri, periti industriali, periti agrari e agrotecnici) potranno iscrivere oltre ai possessori di diploma anche i laureati. Questa previsione resta osteggiata dagli ingegneri (mentre sono sfumate le perplessità iniziali di architetti, dottori agronomi e forestali, per esempio) secondo cui i laureati dovrebbero essere iscritti solo presso gli Ordini per non ingenerare confusione negli utenti.
    Nell’area economica, intanto, una parte dei vertici locali dei dottori commercialisti protesta contro l’Albo unico con i ragionieri, per preparare la strada alle nuove leve: revisori dei conti e dottori commercialisti. I toni sono accalorati: Giovanni Stella, presidente dell’Ordine di Siracusa e del neonato «Comitato tutela professione», definisce l’Albo unico un’iniziativa che «mina la stessa sopravvivenza del titolo e della professione», avvertendo i colleghi che si tratta di una «trappola per topi».
    Martedì 20 Marzo 2001
 
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