Nuovi Albi, riforma più vicina

22/05/2001

Il Sole 24 ORE.com

    Formazione
    Il Consiglio di Stato ha dato parere positivo ai regolamenti sui titoli universitari

    Nuovi Albi, riforma più vicina
    Promossa (con rilievi) l’unificazione dei commercialisti
    Maria Carla De Cesari
    ROMA. Il Consiglio di Stato ha dato ieri il parere — positivo ma con prescrizioni e richieste di correttivi — sugli schemi di regolamenti per raccordare i nuovi titoli universitari con gli ordinamenti professionali. Si tratta dei due schemi di Dpr approvati dal Consiglio dei ministri, rispettivamente, il 28 marzo — quello per il nuovo Albo di dottori commercialisti e ragionieri — e il 4 aprile, per le professioni di dottore agronomo e dottore forestale, agrotecnico, architetto, assistente sociale, attuario, biologo, chimico, geologo, geometra, ingegnere, perito agrario, perito industriale, psicologo.
    Il testo dei due pareri non è stato reso noto, ma il fatto che il Consiglio di Stato non abbia avviato un "contraddittorio" formale con il ministero dell’Università — che di concerto con la Giustizia ha proposto i due schemi di regolamento sulla base delle leggi 4 e 370 del 1999 — lascia presagire che i giudici non abbiano rilevato difetti "strutturali" nei due impianti, tali da inficiarli alla radice. Se così fosse, il ministero dell’Università potrebbe riprendere in mano le carte e correggere i due schemi di regolamento alla luce dei rilievi dei giudici: in teoria, nonostante i tempi strettissimi, il Governo potrebbe dire il sì definitivo prima di passare le consegne al nuovo Esecutivo.
    A quanto sembra il Consiglio di Stato ha promosso la costituzione del nuovo Albo dei dottori commercialisti, in cui è previsto confluiscano gli attuali dottori e ragionieri e, su richiesta, i revisori contabili iscritti nel Registro tenuto dalla Giustizia. I timori di una censura per eccesso di delega hanno consigliato lo stesso Governo a una condotta prudente: il superamento dei "paletti" imposti dalla legge 4 (come modificata dalla 370) è stato deciso sulla spinta della "volontà" dei Consigli nazionali delle due categorie. Infatti, i vertici di dottori commercialisti e ragionieri, il 22 marzo, hanno firmato a Palazzo Chigi — davanti al presidente del Consiglio, Giuliano Amato — un protocollo in cui hanno messo per iscritto la decisione di superare le divisioni storiche.
    Tuttavia, anche se il Consiglio di Stato non avesse sollevato dubbi circa la legittimità di unificare due Ordini (l’operazione a rigore non è prevista nella legge 4), i giudici di Palazzo Spada potrebbero aver indicato un percorso per razionalizzare il periodo transitorio. Al di là della costituzione del nuovo Albo — con un elenco ad hoc della durata di sei anni per i ragionieri —, dell’avvio della sezione per i revisori, si dovranno definire i tempi per l’unificazione delle strutture territoriali e nazionali e decidere i nuovi meccanismi elettorali. Senza contare che vanno risolte altre questioni pratiche: come le regole per il tirocinio per i diplomati universitari e i futuri laureati che vogliono diventare revisori e le modalità della pratica per gli aspiranti dottori commercialisti, che presuppone uno stretto raccordo tra Ordini e università. Soprattutto va dipanata la questione delle Casse previdenziali per garantire — probabilmente attraverso meccanismi di conguaglio — il pagamento delle pensioni agli attuali professionisti. E forse, su questo punto, lo strumento regolamentare non sarà sufficiente.
    Martedì 22 Maggio 2001
 
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