“NuoveBR” Rinaldini: «contro di noi gioco sporco»

19/02/2007
    sabato 17 febbraio 2007

    Pagina 5 – Interni

    L’INTERVISTA
    Il segretario generale della Fiom

      Rinaldini: «È vero allarme, ma contro
      di noi il “Corriere” gioca sporco»

        di Giampiero Rossi

        Rinaldini, continuano a rincorrersi notizie di presunti nuovi indagati per terrorismo in qualche modo legati al sindacato e alla Fiom in particolare. Che succede?

          «Io distinguo nettamente tra l’operato della magistratura, che deve fare il suo lavoro e gode della nostra autentica e completa fiducia, e una politica che sta facendo un uso strumentale dell’indagine finalizzato a un’opera di denigrazione della Cgil e della Fiom».

          È per questo che ricorrete alle vie legali?

            «Sì, perché sono stati superati i limiti, è in atto una campagna denigratoria che rasenta la provocazione, guidata a mio avviso dal Corriere della Sera e nella quale si sono tuffati con entusiasmo personaggi politici che si permettono di dire qualsiasi cosa sconfinando nel delirio. È stato scritto persino che tra gli indagati c’è chi fa parte della delegazione Fiom che tratta il rinnovo del contratto. Non solo non è vero, ma non c’è neanche una trattativa in corso».

              Nel merito della vicenda, però, lei stesso ha detto che non bisogna minimizzare…

                «È proprio perché non voglio minimizzare che distinguo le notizie vere dalle illazioni. Noi non ci nascondiamo affatto le novità allarmanti che si succedono da lunedì. Ma sappiamo anche che il terrorismo è nemico del movimento operaio e dei sindacati, perché ha l’obiettivo di ridurre gli spazi di democrazia. Quindi non può esistere alcuna collusione: la Fiom ha compiuto degli “strappi” proprio sul tema della democrazia e il terrorismo è l’opposto della democrazia».

                Perché, allora, queste persone hanno scelto di entrare negli organismi sindacali facendo anche la parte dei moderati?

                  «Credo sia stata per loro la scelta di una copertura, proprio per le caratteristiche di un’organizzazione come la Fiom, coerente con i loro obiettivi di clandestinità. Bastava assistere all’assemblea di Padova per capire che chi opta per la via del terrorismo non ha nulla a che vedere con i lavoratori. Ma noi non abbiamo alcuno strumento tecnico per fare quello che la Digos ha fatto in tre anni di lavoro, noi possiamo soltanto porre la questione politica per offrire risposte diverse a quei giovani che si sono uniti al delirio dei reduci cinquantenni della stagione del terrorismo. Non è da oggi che io ripeto che c’è un enorme problema di disagio giovanile in questo paese, ma onestamente non pensavo che si sarebbe arrivati a questo».

                  Ci sono anche scambi di battute pesanti tra dirigenti sindacali e politici del centrosinistra, che ne pensa?

                    «Penso che purtroppo è la dimostrazione di un scollamento sempre più profondo. Penso alla rabbia e alle lacrime dell’assemblea di Padova: ecco, il rischio è lo scollamento proprio con quella gente».