“NuoveBR” Ora è scontro fra Fiom e Cisl

19/02/2007
    lunedì 19 febbraio 2007

    Pagina 9 – Cronaca

      LA POLEMICA

      Gianni Rinaldini: suggerisce di abrogare scelte congressuali e gruppi dirigenti

        Ora è scontro fra Fiom e Cisl
        «Da Bonanni gravi ingerenze»

        PAOLO GRISERI

        TORINO – La Fiom non ci sta: «Quelle di Bonanni – dice Gianni Rinaldini – sono affermazioni di assoluta gravità». La Cgil prende le distanze: per Paolo Nerozzi «non si possono confondere i movimenti con il terrorismo». La Uil appoggia la tesi del segretario cislino: «Il problema del rapporto dei sindacati con i movimenti – dice Luigi Angeletti – va chiarito». L´intervista del segretario della Cisl a Repubblica apre dunque il dibattito sul rapporto con l´area della sinistra radicale nella società. Punto privilegiato di confronto per la Fiom, che di questo ha fatto uno dei temi delle sue scelte congressuali. Punto di incontro pericoloso con le frange estreme per la Cisl, che ieri, con Bonanni, ha ammonito la Cgil: «Caro Epifani, basta ai flirt della Fiom con l´area antagonista».

        Discussione delicata. Per due motivi: gli effetti dell´inchiesta sulle nuove Br che ha coinvolto alcuni sindacalisti della Cgil e la necessità per Cisl e Uil di chiedere a Epifani una presa di distanza senza ingerirsi nelle questioni interne di un altro sindacato. Su quest´ultimo punto insiste la replica di Gianni Rinaldini: «Bonanni ha fatto affermazioni molto gravi – dice il leader della Fiom – e io non mi permetterei mai di suggerire a un´altra organizzazione di abrogare le sue scelte congressuali e, conseguentemente, il suo gruppo dirigente». Poi il leader dei metalmeccanici della Cgil chiude con una battuta: «Esprimo la mia solidarietà a Epifani: tenere rapporti con Bonanni non deve essere facile».

        Dal segretario della Cisl non vengono repliche ufficiali. I suoi collaboratori fanno sapere che Bonanni nutre «un profondo rispetto per la Cgil e il suo dibattito interno». Che «la Cisl sostiene la necessità di una linea riformatrice, partecipativa e non antagonistica» e dunque «l´analisi preoccupata del segretario nasce proprio dalla volontà di costruire un asse forte con la Cgil per respingere gli attacchi rivolti al sindacato». In questo quadro «le battute sarcastiche di Rinaldini appaiono per lo meno fuori luogo». Spiega il numero due dell´organizzazione, Pierpaolo Baretta: «Dovremo decidere insieme una linea di comportamento. Non si tratta di mettere tutti i movimenti nello stesso calderone. Ma di prendere le distanze da chi propone analisi, linguaggi, forme di lotta violenti. Il problema dei linguaggi e delle forme di lotta è particolarmente delicato: proprio i metalmeccanici sono alla vigilia di una fase tradizionalmente calda come il rinnovo del contratto». Anche il leader della Uil avverte «il pericolo di una contiguità tra sindacato e frange estreme dell´antagonismo». Per Angeletti «questo pericolo è ancora maggiore proprio perché le nuove Br, a differenza del passato, teorizzano un collegamento con le aree estreme dei movimenti sociali».

        Il dibattito rischia di mettere Guglielmo Epifani in una situazione imbarazzante perché riguarda il rapporto tra la sua confederazione e la categoria dei metalmeccanici. Il leader della Cgil ieri ha scelto di non commentare. Paolo Nerozzi, membro della segreteria nazionale, spiega che «il rapporto con i movimenti è una scelta che ha compiuto tutta la Cgil. Sarebbe davvero sbagliato confondere quei movimenti con il terrorismo. Un´operazione strumentale dalla quale anche leader politici di destra, come Fini, hanno saggiamente deciso di astenersi». Per Nerozzi «in un momento tanto delicato l´unità con Cisl e Uil è indispensabile e preziosa. Ma i rapporti tra la Cgil e le categorie che la compongono sono un problema della segreteria nazionale della Cgil».