“NuoveBR” La Cgil scossa: «Grande allarme»

15/02/2007
    martedì 13 febbraio 2007

    Pagina 3 – Interni

    La Cgil scossa: «Grande allarme»

      Epifani: tornano i brigatisti tra i giovani e i delegati, impegno totale contro violenza e terrorismo

        di Giampiero Rossi / Milano

        OMBRE Punto primo: «Fiducia sostegno e apprezzamento per il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine impegnate a sventare un tentativo di ricostruzione di una rete terroristica». La Cgil reagisce così alle notizie che arrivano dal fronte della lotta alle nuove, anacronistiche cellule terroristiche e che coinvolgono alcuni iscritti e delegati delle federazioni di categoria che fanno capo al più importate sindacato italiano. E all’Unità il segretario generale, Guglielmo Epifani, confida la sua «grande preoccupazione» nel «constatare che nell’elenco delle persone arrestate figurino diversi giovani e anche alcuni delegati sindacali. Era da molti anni che questo non succedeva – sottolinea – anche se si tratta di persone che non hanno mai avuto ruoli significativi e non è infondato ipotizzare che quel ruolo sia stato una copertura».

        In ogni caso, la Cgil «seguirà l’evoluzione del quadro degli accertamenti e responsabilità che già ora si presenta gravissimo e ha già provveduto alla sospensione cautelativa di quanti risultano iscritti all’organizzazione».

        Stesso tono nel comunicato della Fiom, la sigla che rappresenta i metalmeccanici della Cgil, che aggiunge «l’impegno totale dell’organizzazione nella lotta contro il terrorismo e la violenza ed esprime piena solidarietà sia alle vittime del terrorismo sia a chi da esso viene minacciato». Non solo: già domani le tute blu convocano, a Padova, «un’assemblea provinciale di tutti i delegati per ribadire il rifiuto totale del terrorismo, nemico delle lotte dei lavoratori e della democrazia».

        È netta la risposta politica del sindacato alle prime notizie sulla retata anti-terrorismo. Otto degli arrestati – sei a Padova, uno a Torino e uno a Milano – risultano infatti iscritti alle rispettive categorie di lavoro: cinque alla Fiom (il milanese Massilmiliano Gaeta e i padovani Alessandro e Massimiliano Toschi, Davide Bortolato e Andrea Scantamburlo), il padovano Valentino Rossin alla Slc (comunicazioni), il torinese Vincenzo Sisi alla Filcem (chimici) e l’altra padovana, Amarilli Caprio, alla Filt (trasporti). Tre di loro risultano anche eletti dai colleghi di lavoro come delegati nelle rappresentanze sindacali aziendali. Immediatamente le strutture territoriali e di categoria della Cgil li hanno sospesi. Ma anche se è evidente (ma non mancheranno certo le speculazioni) che il sindacato ha ben poco a che fare con i rigurgiti più o meno plausibili di brigatismo, da ieri mattina non c’è sede della Cgil in cui non ci si rompa la testa su una domanda: come è possibile che mescolati ai lavoratori, senza neanche farsi notare per alcuna presa di posizione politica, si nascondano ventenni, trentenni, quarantenni e cinquantenni che coltivano il progetto della lotta armata?

        «Non c’è mai stato il minimo accenno a toni di tipo antagonista – spiega Emilio Viafora, segretario generale della Cgil del Veneto – tant’è vero che a proposito dei delegati arrestati chi li conosce li ha liquidati con l’unica battuta che ha alleggerito questa giornata: li ha definiti “sordomuti”, perché non hanno mai preso la parola in una sola assemblea». Eppure due degli arrestati facevano parte, in qualità di delegati delle rispettive Rsu aziendali, del consiglio direttivo della Fiom di Padova. «Ma il vero comune denominatore di quelle persone – ricorda Viafora – è la frequentazione del centro sociale “Gramigna”, non l’impegno sindacale. Ma noi ci chiediamo comunque come possiamo aumentare la nostra vigilanza…».

        Gli stessi interrogativi rimbombano a Milano, dove la segretaria della Fiom cittadina, Maria Sciancati, ricorda bene i tempi di «quegli altri terroristi». Ma ora proprio no, «nelle fabbriche non si respira affatto quel clima». E infatti Massimiliano Gaeta risulta iscritto da un anno ed è subentrato alla Rsu della Alstom soltanto come secondo dei non eletti. Insomma, non certo un capopolo. Gli stessi investigatori, poi, definisco «insospettabile» Vincenzo Sisi, delegato alla Ergom di Borgaro (Torino) e accusato di essere uno dei leader della nuova struttura terroristica.