“NuoveBR” Intervista a Raffaele Bonanni

19/02/2007
    domenica 18 febbraio 2007

    Pagina 13 – Cronaca

    L´INTERVISTA

      Dal segretario della Cisl messaggio a Epifani: la Cgil chieda al sindacato dei metalmeccanici di fare chiarezza al suo interno

        «Fiom, basta flirt con gli antagonisti»

          Bonanni: inseguire i movimenti è una sciocchezza e può diventare pericoloso

            È compito della politica,
            non del sindacato, garantire
            che i conflitti restino nell´alveo
            del confronto democratico

            L´antagonismo può diventare
            fine a se stesso. E quando accade,
            il rischio di farsi trascinare dai
            cattivi maestri è molto forte

              PAOLO GRISERI

              TORINO – Il miglior antidoto contro il terrorismo è il fatto che il sindacato faccia il sindacato. Che la smetta di occuparsi di politica e ponga al centro della sua azione la contrattazione e la partecipazione dei lavoratori. Per questo la Cgil deve chiedere alla Fiom di fare chiarezza, «di chiarire la sua natura». Trascorsa senza incidenti la delicata giornata di Vicenza, il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni abbandona i toni diplomatici dei giorni scorsi: «Un sindacato che insegue i movimenti antagonisti fa una fesseria. Una fesseria che certe volte può diventare pericolosa».

              Bonanni, la scelta di stare nei movimenti è una scelta congressuale della Fiom. E la Fiom è un´importante categoria della Cgil. Come la mette con Epifani?

                «Quella scelta è un errore. Perché un sindacato non deve inseguire l´antagonismo ma allargare la partecipazione dei lavoratori. E questo si fa con la contrattazione sui luoghi di lavoro. La contrattazione è l´asse centrale del documento unitario che la scorsa settimana abbiamo firmato con Cgil e Uil. Un documento importante che supera divisioni tra noi durate decenni. Capisco le difficoltà di Epifani e rispetto il travaglio della Cgil. Ma resto convinto che il mestiere del sindacato non sia quello di inseguire i movimenti».

                Perché dice che questa posizione è pericolosa?

                  «Perché l´antagonismo può diventare fine a se stesso. E quando accade, il rischio di finire nel girone infernale dell´eversione, di farsi trascinare dall´appeal dei cattivi maestri è, come si vede, molto forte».

                  A questa obiezione la Fiom ha risposto che stando nei movimenti si evitano proprio le fughe pericolose di cui parla lei, si garantisce che il conflitto rimanga nell´alveo del confronto democratico. Non la convince?

                    «Nemmeno un po´. Non discuto dei risultati concreti di quella teoria. La trovo proprio sbagliata alla radice. Sarà certamente importante garantire che i conflitti e i movimenti che li denunciano rimangano nell´alveo del confronto democratico. Ma questo è il compito della politica, non del sindacato».

                    È un fatto che la politica non sia da tempo in grado di rappresentare quei movimenti. E che i sindacati siano rimasti l´unica organizzazione di massa in Italia. Non pensa che siate chiamati a un ruolo di supplenza?

                    «È vero che c´è una difficoltà della politica. Ma la supplenza non risolve il problema, lo aggrava. Più in fretta noi torniamo a fare tutti il nostro mestiere e prima anche la politica si assumerà fino in fondo le sue responsabilità».

                    Il sindacato non fa politica?

                      «Il sindacato fa politica secondo il suo specifico. Che è quello di garantire maggiore giustizia sociale con la contrattazione sui luoghi di lavoro. Di aumentare il salario soprattutto nelle aziende che in questi anni hanno fatto grandi profitti e non li hanno redistribuiti. Di far crescere la partecipazione dei lavoratori alle scelte strategiche delle imprese fino a farli sedere nei consigli di amministrazione, come accade in altri paesi. Tutto questo, come si vede, è il contrario esatto dell´antagonismo ed è il miglior antidoto contro le derive anti-sistema che rischiano di sedurre i ragazzi di vent´anni».

                      È relativamente facile fare questo discorso da leader della Cisl. Lei come lo farebbe se fosse al posto di Epifani?

                        «Questo non lo so, lo sa Epifani. A Epifani non ho consigli da dare. Gli do invece la mia solidarietà».

                        Solidarietà?

                          «È accaduto anche a me di trovarmi in situazioni difficili. Quando ci davano dei venduti perché sostenevamo i cardini della legge Biagi, non certo la sua applicazione. In quelle situazioni è decisiva l´unità tra i sindacati. Ed è per questo che è molto importante aver trovato l´accordo tra noi sulla centralità della contrattazione».

                          Ma la Cgil che cosa dovrebbe chiedere, secondo lei, alla Fiom?

                            «Di fare chiarezza, di chiarire la sua natura. Se vuol essere un sindacato o un movimento politico antagonista. Non mi pare che la Cgil abbia una vocazione a inseguire i movimenti antagonisti».