“NuoveBR” Cantone: «Non possiamo fare gli 007»

15/02/2007
    giovedì 15 febbraio 2007

    Pagina 4 – Interni

    CARLA CANTONE

      Il capo delll’organizzazione Cgil:
      «Ma le mele marce si mimetizzano»

        «Non possiamo fare gli 007
        Parleremo di più con gli iscritti»

          Milano

          «Non possiamo metterci a fare gli 007 ma ci stiamo già dando da fare per evitare infiltrazioni che hanno l’obiettivo di indebolire un sindacato che è da sempre il più grande baluardo contro il terrorismo e a difesa della democrazia. Proprio per questo capisco molto bene che quelle persone cerchino di non farsi notare proprio da noi…». Carla Cantone, segretaria confederale della Cgil, è il vertice della struttura organizzativa del sindacato. E assicura che non mancano le idee su come reagire a questa nuova ondata eversiva che ha scelto la fabbrica come nascondiglio.

            Cosa farete, dunque?

              «In primo luogo intendiamo stabilire contatti ancora più stretti con tutte le nostre strutture territoriali e di categoria – a partire da quelle più coinvolte da questa vicenda – e con tutti i luoghi di lavoro. Dobbiamo parlare con i lavoratori, soprattutto con i più giovani, del pericolo del terrorismo, ricordare ancora una volta quanto sia importante combattere ogni forma di violenza, anche solo verbale».

                Ma i delegati arrestati, a quanto pare, si comportavano da moderati…

                  «Questo è il problema, si mimetizzano e quindi non sono individuabili e noi non possiamo metterci a fare gli investigatori. Ma in qualche modo dobbiamo fare per evitare ogni infiltrazione. E chi oggi si dichiara prigioniero politico viene automaticamente espulso dalla Cgil».

                  Per esempio come?

                    «Faremo ancora più attente verifiche su ogni candidatura alle Rsu e abbiamo già iniziato ad analizzare che tipo di rinnovamento c’è stato in questi ultimi anni negli organismi di rappresentanza aziendale dei lavoratori, vogliamo capire noi per primi se qualcosa ci è sfuggito e se ci sono situazioni a rischio».

                      La Cgil non avrà qualche remora in più, ora, nel condurre le sue battaglie?

                        «Non si può certo mettere in discussione la linea che la Cgil ha scelto democraticamente, non abbiamo nulla da nascondere e nulla da farci perdonare. Piuttosto dico che mi piacerebbe che i partiti democratici spendessero qualche parola in più a sostegno del ruolo che la Cgil ha sempre svolto…».

                        gp.r.