“NuoveBR” Bersani: «la Cgil è forte e saprà reagire»

19/02/2007
    sabato 17 febbraio 2007

    Pagina 5 – Interni

    IL COLLOQUIO
    Parla il ministro dello Sviluppo economico

      Bersani: «Le infiltrazioni sono profonde
      Ma la Cgil è forte e saprà reagire»

      di Roberto Rossi

      La notizia di una ventina di infiltrati all’interno della Fiom, riportata dal Corriere della Sera, in qualità di presunti fiancheggiatori del sedicente gruppo terroristico legato a un passato che si ripresenta ogni volta «come la testa del drago», ha un po’ scosso il ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani.

      Che ieri, di buona mattina, come prima cosa ha chiamato il segretario della Cgil Guglielmo Epifani in viaggio verso Bastia Umbra dove era programmata una manifestazione unitaria sulla sicurezza nei posti di lavoro. Una telefonata breve, colloquiale, per esprime «solidarietà» visto il difficile momento del sindacato. Un modo per fare quadrato attorno all’organizzazione prima che lo stesso Epifani ricordasse che «sul terreno della lotta al terrorismo il sindacato non può ricevere lezioni da nessuno».

      Una puntualizzazione che il ministro ha condiviso in pieno. Ricordando ai suoi più stretti collaboratori, però, che «rispetto alle altre volte in questa occasione si parla di un’infiltrazione profonda nel sindacato. Questa è la vera novità». Un problema, continua ancora Bersani, «sul quale ragionare senza attribuire colpe». Anzi stringendosi ancora di più attorno alla Cgil vista la delicatezza del momento.

      «Ogni volta – ha proseguito il ministro – pensiamo che si è tagliata la testa al drago, ogni volta questa testa alla fine rispunta. È un dato politico. Questo è sempre stato il tentativo delle Br di imporre un potere di arrivare a imporre idee».

      Da qui la volontà a non abbassare la guardia. «Si può fare della sociologia – ha detto nel pomeriggio pubblicamente Bersani ai giornalisti – ma bisogna prendere atto che c’è un filone politico, minoritario, delirante, che continua a riprodursi, che di volta in volta ha una strategia politica che in questo caso è di infiltrazione nel sindacato».

      Un disegno al quale bisogna rispondere. «Il sindacato – ha continuato Bersani – ha la forza per affrontare questo attacco. È una grande organizzazione di massa, è forte ed è intenzionato a reagire».

      E il concetto di sindacato come baluardo nella lotta al terrorismo è stato anche quello che il ministro ha esposto durante la presentazione della mozione Fassino alla Camera del Lavoro di Torino, luogo quanto mai simbolico, nella serata di ieri. Per la verità è stato l’incipit del suo intervento. Un incipit che ha ricevuto un lungo applauso da parte della sala. Anche questo un segnale. Che poi si è ripetuto quando il ministro per lo Sviluppo ha ricordato il lavoro della magistratura e della Polizia. «Un lavoro – ha chiarito Bersani – questa volta, tempestivo e preventivo». Che permette di ragionare con serenità su quanto sta avvenendo «prima che il fatto sia avvenuto». Una novità in un Paese come l’Italia che troppo spesso ha lasciato, anche in una materia delicata come il terrorismo, le porte aperte.