Nuove stime per i costi della totalizzazione

12/03/2003




Mercoledí 12 Marzo 2003
NORME E TRIBUTI
Il Lavoro chiede nuove stime per i costi della totalizzazione

Previdenza - Casse private da Brambilla sui trattamenti da contributi sparsi


ROMA – Supplemento d’istruttoria sulla somma gratuita dei contributi sparsi in più gestioni, per consentire di perfezionare il requisito delle pensione. Lo ha chiesto alle Casse di previdenza private il sottosegretario al Lavoro, Alberto Brambilla: entro un mese dovrà essere determinata la platea dei professionisti virtualmente interessati alla totalizzazione, precisando anche la suddivisione per fasce d’età, e dovranno essere quantificati gli oneri calcolando le prestazioni con il sistema retributivo e con il contributivo. Ieri il sottosegretario ha incontrato i vertici dalle Casse, i rappresentanti dei sindacati dei professionisti e il Comitato previdenza che tutela i professionisti con periodi contributivi sparsi. Brambilla ha riconosciuto che la disciplina sulla totalizzazione prospettata dall’Adepp (l’associazione degli enti di previdenza privati) rappresenta un passo avanti nella discussione (si veda «Il Sole-24 Ore» dell’8 marzo). Tuttavia, è necessario avere proiezioni aggiornate per tutte le Casse circa le ricadute della totalizzazione. I dati presentati finora dalle Casse sono contestati dal Comitato previdenza. «I risultati dei vari enti – commenta il presidente Carlo Bottiglieri – sono molto disomogenei, pur in presenza di conteggi ipotetici effettuati sulle stesse basi. Inoltre, risultano elementi di gravissima incongruenza, assolutamente indipendenti dalla problematica della totalizzazione e tali, se verificati, da mettere in dubbio l’esistenza stessa della previdenza professionale». In realtà, per Bottiglieri, visti anche i bilanci delle Casse, la soluzione è in «una corretta impostazione»: aggiustamenti nel prelievo sono giustificati dall’obiettivo di assicurare, anche a chi ha contributi in più gestioni, la copertura previdenziale. Dunque, la verifica prosegue, anche se tra Adepp e Comitato previdenza la distanza è abissale: l’associazione delle Casse insiste per il calcolo delle prestazioni con il sistema contributivo, mentre Bottiglieri rivendica l’applicazione delle regole ordinarie delle varie gestioni. In ogni caso – ha chiesto Maurizio de Tilla, presidente dell’Adepp – il campo della verifica deve essere sgombro dell’ipoteca rappresentata dallo schema di regolamento dell’articolo 71 della legge 388/00. Il decreto, già firmato dai ministri del Lavoro e dell’Economia, consente di totalizzare i contributi a chi non raggiunge il requisito al pensionamento in alcuna gestione. De Tilla ha anche insistito perché la disciplina sulla somma gratuita dei contributi versati in più gestioni (in periodi non coincidenti) venga stralciata dalla delega sulle pensioni. In realtà, alle Casse di previdenza dei professionisti potrebbe venire in soccorso il ministero dell’Economia e la Ragioneria generale dello Stato, che sembra abbiano lanciato l’allarme sui costi della totalizzazioni per la finanza pubblica. Se venisse approvata la delega sulle pensioni – dove si prevede la possibilità di totalizzare i contributi per coloro che hanno compiuto i 65 anni o per quanti raggiungono, con tutti gli spezzoni, i 40 anni di contributi – l’onere annuo potrebbe superare, per l’Erario, i 900 milioni di euro. Decisamente ridotti – il 3% circa – i costi in base all’articolo 71 della legge 388, il cui regolamento pone come condizione il conseguimento dell’età anagrafica e dell’anzianità contributiva richieste da tutti gli ordinamenti interessati.
MARIA CARLA DE CESARI