Nuoro. «Licenziati perché iscritti al sindacato»

06/05/2005
    venerdì 6 maggio 2005

    pagina 2 – Nuoro

      «Licenziati perché iscritti al sindacato»
      La Cgil raccoglie la denuncia di alcuni lavoratori del settore turistico

        NUORO. La definiscono «una battaglia di giustizia e civiltà che vale la forza di essere combattuta». I rappresentanti della federazione italiana lavoratori commercio, alberghi, mense e servizi hanno espresso nei giorni scorsi le loro perplessità.

          «Nella nostra provincia – scrive in un comunicato il segretario della Cgil Filcams di Nuoro – accade che per il semplice fatto che i dipendenti di alcune società del settore turismo si iscrivano al sindacato o tentino di tutelare i loro diritti contrattuali vengano licenziati». Fatto che, ad una prima analisi, appare sicuramente curioso, stanti le dichiarazioni della federazione sindacale. «Nel settore turismo, importantissimo per l’economia della nostra provincia, – aggiunge Pinna – molte volte non vengono applicate le regole contrattuali e diventa sempre più difficile iscriversi e ancor peggio fare attività sindacale. Il notevole aumento di fatturato e la ricchezza prodotta non vengono equamente distribuiti.
          Mentre le aziende fanno enormi profitti, ai dipendenti non viene applicato il Cnl. In particolare non vengono rispettati gli orari di lavoro e i minimi tabellari».

          Ma la denuncia della Cgil fa riferimento soprattutto al caso di Orosei. «Qui – si legge ancora nel comunicato – in alcune aziende alberghiere, le lavoratrici si sono viste non riconosciuti i diritti di precedenza per i richiami stagionali, diritti acquisiti in tanti anni di lavoro, per il semplice fatto di aver chiesto il rispetto del contratto. Ma, soprattutto, non sono state assunte perchè organizzate nel sindacato. Il messaggio lanciato da questi imprendotori in modo nemmeno tanto velato è che chi si iscrive al sindacato, alla Cgil in particolare, rischia di perdere il lavoro».

          Per questo l’appello del sindacato è indirizzato principalmente agli amministratori, ai partiti, agli imprenditori e ai cittadini di Orosei «affinchè diano la giusta solidarietà a chi è stata licenziata – sostiene Pinna – e si sviluppi un dibattito che scaturisca in un impegno collettivo affinchè nel settore siano ristabilite le regole».

          (na.co)