Nozze tra Upim e Coin, nasce il colosso nell’abbigliamento

17/12/2009

Dopo vari tentativi andati a vuoto il matrimonio tra Coin e Upim è in dirittura di arrivo. Gli inviti sono stati mandati e dovrebbe essere pronta anche la firma. Secondo quanto riportato dell’agenzia Radiocor, le parti hanno ormai raggiunto un’intesa che prevede la fusione delle due entità. Le nozze saranno fatte attraverso un complicato ridisegno finanziario. Gli attuali soci di Upim (Investitori Associati al 46%, Deutsche Bank Real Estate Opportunities Group al 30%, Pirelli Real Estate20%e Gruppo Borletti al4%) insieme alle banche creditrici della stessa Upim conferiranno la loro partecipazione a una nuova società veicolo che entrerà in Coin con una quota del 7%. I soci di Upim e le due banche creditrici Unicredit e Natixis conferiranno partecipazioni e crediti in un veicolo controllato al60%dagli istituti di credito e al 40% dagli azionisti. Il veicolo, a sua volta, prenderà una partecipazione del 7%del gruppo coin con una valutazione implicita di upim pari a circa 40 milioni di euro.
Dalla fusione di Coin e Upim nascerà un big del retail italiano. Upim porta con sè 140 negozi diretti e 247 affiliati anche se il bilancio chiuso a settembre 2008 presenta una perdita di 19,2 milioni (era -0,9 milioni nel 2007) a fronte di ricavi scesi da 520 a 493 milioni. I punti vendita Upim si aggiungeranno agli oltre 450 punti vendita Coin fra Italia ed estero. Inoltre l’ingresso nel gruppo veneto dovrebbe consentire a Upim la svolta che è mancata negli ultimi anni. Coin, controllata da Pai con il 78%delle azioni, d’altra parte, con questa nuova operazione prosegue la campagna di rafforzamento. Se per il Natale dello scorso anno si era regalata, tramite la controllata Oviesse, la catena Melablu, quest’anno acquisisce uno storico marchio della grande distribuzione. Upim è nata negli anni venti ed è stata poi acquisita dalla famiglia Agnelli a fine anni sessanta con il gruppo Rinascente. Negli anni novanta passa al gruppo Auchan che la cede nel maggio 2005. Adesso si appresta a cambiare ancora una volta di mano separando i suoi destini dalla Rinascente. All’operazione Upim coin hanno lavorato Unicredit e Ubs come advisor e gli studi legali Grimaldi e Essociati e Gilberti Pappaletera Triscornia