Novi Ligure:«Non vendete le farmacie»

12/03/2001






 
 






 

Alessandria Domenica 11 Marzo 2001
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«Non vendete le farmacie»
I cittadini contrari alla decisione di cedere le Comunali 

da Novi Ligure Cinquecento firme per dire no alla ventilata vendita delle farmacie comunali. Le hanno consegnate ieri mattina al sindaco di Novi Ligure le farmaciste della Comunale numero uno, quella con sede in Via Verdi 104, tramite la rappresentanza sindacale unitaria. È stata una raccolta spontanea alla quale i novesi, soprattutto gli anziani, hanno aderito non appena in città si è sparsa la notizia che la dismissione di quel servizio era ben più di un semplice intendimento del Comune di Novi Ligure. L’intenzione di cedere farmacie comunali, è contenuta nel programma triennale, in fase di discussione unitamente al bilancio di previsione 2001. La posizione delle due farmacie comunali è diversa. Quella di Via Verdi, da dove è partita la raccolta di firme, è totalmente del Comune, quella di Viale Saffi, comunemente chiamata Farmacia ex ospedale, è rivendicata dall’Asl 22 che si fa forte di una delibera della giunta regionale. La situazione delle farmacie, che all’inizio degli anni ’80 diversi ospedali piemontesi hanno ceduto ai Comuni, è alquanto complicata e attende chiarezza dai numerosi ricorsi a Tar e al tribunale civile inoltrati da più parti. Questa situazione è interpretata dall’amministrazione comunale di Novi Ligure come uno spunto per accelerare l’intenzione di cedere le farmacie, nonostante abbiano un reddito annuo giudicato eccellente dallo stesso assessore al Bilancio nella lettera che accompagna la relazione del bilancio di previsione. Non comprendono i motivi della privatizzazione delle farmacie di Novi Ligure nemmeno gli abitanti di questa città. I firmatari della petizione contestano l’idea che le farmacie non svolgano più un’attività sociale. Lo dimostrano le firme poste dalle persone anziane che riconoscono alle farmaciste pubbliche doti morali valide quanto quelle professionali. La Rappresentanza sindacale unitaria che ieri ha consegnato le firme al sindaco Mario Lovelli, si è schierata al fianco dei cittadini e degli addetti alle farmacie dichiarandosi pronta a mettere in campo altre forme di mobilitazione. Nel frattempo, confida che il sindaco e la giunta ripensino all’opportunità di questa scelta. A lasciare aperto uno spiraglio verso una soluzione gradita alla cittadinanza, c’è la lettura della relazione d’accompagnamento al bilancio, fatta dal sindaco nei giorni scorsi. Lasciava aperto qualche spazio a una possibile riconsiderazione dell’argomento. Mentre il sindaco Mario Lovelli e la sua giunta si trovano a far fronte alle petizioni, sta per arrivare anche quella che chiede più sicurezza in città, è stata consegnata una dichiarazione della Rappresentanza sindacale unitaria del Comune che li sollecita ad un ripensamento: «Gli amministratori che negli ultimi tempi hanno dovuto affrontare momenti molto difficili – ha dichiarato il portavoce dei sindacalisti – non mancheranno d’essere sensibili ad una parte così importante della città perché, al contrario di altre pulsioni, quest’esigenza si sposa perfettamente con il carattere solidale che è sempre stato proprio di Novi Ligure».