Novembre «freddo» per i consumi

27/01/2003





Sabato 25 Gennaio 2003


Novembre «freddo» per i consumi

Per le vendite al dettaglio un incremento annuo dell’1,8% che in termini reali si traduce in una flessione dell’1%


ROMA – Ancora nessun segnale di risveglio per i consumi. La dinamica delle vendite al dettaglio, anzi, sembra indicare che la tendenza riflessiva continua e che una "ripresina" non si verificherà neanche nei primi mesi del 2003. Del resto, anche il lieve incremento che si è registrato in novembre (+1,8%) è più apparente che reale e si trasforma in termini reali (l’inflazione nello stesso mese si è portata al 2,8%) in una diminuzione consistente, un punto percentuale circa. Anche sotto il profilo congiunturale non si intravedono sintomi positivi, poiché le vendite hanno accusato una flessione dello 0,2% nei confronti di ottobre. Nello scorso novembre, secondo l’Istat, il valore corrente delle vendite al dettaglio è aumentato solamente dell’1,8% su base annua. Ma considerato che il costo della vita nello stesso mese si è alzato al 2,8% tendenziale, ecco che la modesta espansione cambia segno e si traduce in termini reali (l’indice incorpora anche la dinamica dei prezzi) in un nuovo passo falso che si aggira attorno al punto percentuale. Insomma, l’ennesima conferma della scarsa vivacità dei consumi e soprattutto delle non buone prospettive di un miglioramento in tempi brevi. Negativo è per di più anche il dato destagionalizzato, che rispetto ad ottobre denuncia un arretramento dello 0,2 per cento. Il deludente andamento delle vendite appare oltretutto uniforme spostandosi dal Nord al Sud. A novembre alcuni gruppi merceologici sono stati comunque caratterizzati da aumenti tendenziali superiori alla media: tra questi, gli alimentari (+2,8%), la profumeria (+2,2%), i prodotti farmaceutici (+2,1%) e l’elettronica di consumo (radio, tv, registratori e informatica sono saliti dell’1,9%). A crescere di meno sono invece i comparti abbigliamento-pellicceria e giochi, giocattoli, sport e campeggio (entrambi +0,8% appena). La grande distribuzione ha registrato un aumento del 5,5%; le imprese che operano su piccole superfici dell’1 per cento. Nell’ambito della grande distribuzione, i risultati migliori sono stati conseguiti dagli ipermercati (+7,6%) e dagli hard discount (+6,7%). Bene anche i supermercati (+6,4%), in calo i grandi magazzini (-4,3%). Nei primi undici mesi del 2002 le vendite sono aumentate dell’1,8% in complesso rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, con una punta del 2,6% per gli alimentari e un minimo dell’1,3% per i comparti non food. L’incremento è del 4% per la grande distribuzione e dell’1,2% per le imprese che operano su piccole superfici.
ELIO PAGNOTTA