Novara. Lavoratori del commercio: «contratto e nuovi diritti»

07/11/2007
    mercoledì 7 novembre 2007

      Pagina 59 – Novara

      IERI MATTINA – LAVORATORI DEL COMMERCIO

        “Sì a contratto e nuovi diritti”

          Attendono da 11 mesi il rinnovo del contratto nazionale del terziario, servizi, distribuzione. Per manifestare contro la rottura unilaterale delle trattative, i lavoratori del commercio (cassieri, commessi, allestitori di scaffali di supermercati e di negozi della grande distribuzione) ieri mattina erano in presidio in corso Cavour. «Il contratto sui rapporti di lavoro di 2 milioni di lavoratori – dicono i rappresentanti sindacali di Cgil-Filcams Graziella Tunesi, Cisl-Fisascat Domenico Bove e Giuseppe Ballato di Uil-Uiltucs – è scaduto il 31 dicembre. C’è stata una rottura unilaterale delle trattative da parte di Confcommercio a fine settembre. Proponiamo lo sciopero del carrello per sabato 17: i clienti sono invitati a non fare la spesa. I lavoratori saranno in sciopero il 16 per coloro che lavorano dal lunedì al venerdì e il 17 per chi opera dal lunedì al sabato». I rappresentanti sindacali evidenziano che «i lavoratori del commercio hanno diritto al contratto senza dover rinunciare a diritti acquisiti come il pagamento dei primi tre giorni di malattia e soprattutto senza essere sopraffatti dall’estrema flessibilità degli orari di lavoro».

          Viviana Gallino è rappresentante Cgil nell’Upim di Novara. Lancia una proposta provocatoria: «Perchè la delibera che permette l’apertura sette giorni su sette dei negozi non viene estesa anche agli uffici comunali o alle banche? Finora solo i lavoratori del commercio devono obtorto collo rinunciare a stare con le famiglie la domenica. Non è giusto dal punto di vista morale e nemmeno da quello religioso. Per di più Novara non è nemmeno una città turistica. Preferirei poter rinunciare al supplemento di paga festivo del 30 per cento pur di trascorrere la domenica con i miei cari». Un tema che a Novara era già venuto alla ribalta ma poi è tornato nell’oblìo.