Nota sul Vertice Euro – Bruxelles, 26 ottobre 2011


Nicola Nicolosi – Giulia Barbucci
Nota sul Vertice Euro – Bruxelles, 26 ottobre 2011
27/10/2011  | Politiche europee

Il Vertice Euro che si è concluso ieri sera ha trovato un accordo sulle misure globali per fare fronte alla grave situazione che è scaturita dalle crisi dei debiti sovrani, con pericolose minacce per la stabilità dell’intera zona Euro. Le principali misure decise dai Capi di Stato e di Governo sono:

    1.Grecia: la riduzione del rapporto debito/PIL della Grecia con l’obiettivo di raggiungere la percentuale del 120% entro il 2020. Gli Stati membri della zona euro contribuiranno fino ad un importo di 30 miliardi di euro. Lo sconto nominale sarà pari al 50% del debito greco virtuale detenuto da investitori privati. Sarà poi introdotto un nuovo programma UE/FMI per un finanziamento fino a 100 miliardi di Euro entro la fine dell’anno.
    2.Opzioni per un incremento delle risorse del Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria.
    3.Misure volte ad agevolare il settore bancario (accesso ai finanziamenti e aumento della situazione patrimoniale delle banche al 9% di capitale).
    4.Un impegno per assicurare la disciplina di bilancio e accelerare le riforme  strutturali per la crescita e l’occupazione. Per quanto riguarda la Spagna, l’Irlanda e il Portogallo sono stati accolti positivamente gli sforzi e i progressi nell’attuazione del programma di aggiustamento.

In merito all’Italia i contenuti della lettera inviata dal Governo italiano (in allegato) relativi alle riforme strutturali, la crescita e il risanamento di bilancio, sono stati accolti con favore e il Consiglio aspetta ora l’attuazione concreta di queste riforme. Tra queste ricordiamo la riforma della legislazione del lavoro e, in particolare, le norme in materia di licenziamenti; l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni per uomini e donne entro il 2026; liberalizzazioni dei servizi pubblici e delle imprese di pubblica utilità a livello locale.

E’ evidente che le misure previste dal Vertice rispecchiano una visione e una politica arretrata, che non va oltre una politica monetaria restrittiva, che va a scapito dell’occupazione, del lavoro e del welfare. Manca un’attenzione all’equità e alla sostenibilità sociale. Lo stesso Governo italiano, ormai da mesi commissariato dall’Ue, risponde con scelte che continuano a pesare ingiustamente sui lavoratori, i giovani, i pensionati senza voler colpire invece le rendite e investire sulla crescita.

In allegato la Dichiarazione finale del Vertice Euro.