Nota Coordinamento Nazionale Settore Auto 20/10/2009

Nota Coordinamento Nazionale Settore Auto 20/10/2009

Il giorno 20 ottobre 2009, presso la sala riunioni della FILCAMS CGIL di Firenze si è svolta la riunione del Coordinamento Nazionale del settore AUTO, alla presenza del segretario Generale della Filcams-CGIL Nazionale Franco Martini, per discutere della crisi che attraversa il settore e per affrontare le tematiche relative alla contrattazione di secondo livello, in relazione al nuovo modello contrattuale dopo l’accordo separato.
Alla Riunione hanno partecipato i rappresentanti dei Coordinamenti Aziendali Nazionali di : Renault ( Renault Italia spa; Renault Retail, Renault Banque ); CITROEN Italia S.p.A.; PEUGEOT Italia; VOLKSWAGEN Groop, C.G.T. S.p.A.; G.T.S. S.p.A ; C.L.S. S.p.a; nonché R.S.A., R.S.U. e R.L.S. di : MERCEDES Benz Italia; CHRYSLER Italia, INTERAUTO S.p.A., DIESIS srl, AUTOPRONTI S.p.A.; CEVA Logistics, Concessionarie Private, Aziende di Noleggio ecc. Erano, inoltre, presenti molti compagni delle strutture Territoriali e Regionali responsabili del settore.
La riunione aperta dalla relazione del compagno Luigi Scarnati responsabile del settore Nazionale ( ved. Allegato ), ha discusso della grave situazione di crisi che investe l’intero settore, sia riferito alla produzione, vendita, noleggio e ricambi di Automobili, sia alla vendita, al noleggio ed all’assistenza delle Macchine Agricole e Industriali, Movimento Terra e Carrelli.
La relazione e il ricco dibattito che ne è scaturito hanno evidenziato come pesanti ripercussioni negative che le Aziende hanno registrato sia in termini di fatturato che di redditività e, soprattutto, come tutto ciò si sia automaticamente riversato in termini ancora più devastanti sui lavoratori dipendenti, (esuberi, messa in mobilità, cassa integrazione e contratti di solidarietà).
Il coordinamento e la FILCAMS tutta, rivendica una politica che nella crisi attui più tutele, per ridurre le diseguaglianze non allargarle: il governo della crisi deve avere come segno politico portante quello di unire e non di dividere il Paese.
Ecco perché si ritiene che, gabbie salariali o politiche di deroga per il lavoro nel Mezzogiorno siano proposte sbagliate, che hanno già dimostrato la loro inutilità, e che rischiano di consolidare arretramenti, invece di creare opportunità di legalità e di rilancio positivo.
Occorre evitare che la ricaduta sull’economia reale della crisi, si trasformi in un pesante ridimensionamento dell’apparato produttivo del nostro Paese.
È in questo contesto che il coordinamento condivide fortemente la posizione assunta dalla CGIL e dalla FILCAMS Nazionale che dice “No ai licenziamenti”, rivendica il prolungamento della C.I.G.O. da 52 a 104 settimane e che la CIGS possa proseguire dopo le 104 settimane non presupponendo dichiarazioni di esuberi. Inoltre, l’INPS dovrebbe erogare gli anticipi ai lavoratori per la cassa in deroga laddove le aziende non sono in grado di sostenerli e che vengano ulteriormente estesi i Contratti di Solidarietà e la Riduzioni di Orario.
Il Settore dell’AUTO, si trova a vivere una delle crisi più difficili dell’ultimo decennio ed è proprio in questo contesto difficile, che con più convinzione sosteniamo che la contrattazione sia parte fondamentale delle politiche industriali del Paese. Lo è nelle riorganizzazioni, come per i contratti Nazionali e mentre si innova dandosi obiettivi che segnano il cambiamento e affermano nuove politiche non smarrisca mai l’eguaglianza dei diritti e la centralità delle condizione di lavoro.
Secondo quanto emerso dal dibattito, il Coordinamento Nazionale ritiene indispensabile che l’intero comparto debba perseguire la strada della innovazione tecnologica e dell’auto ecologicamente sostenibile, sapendo che tali politiche non possono essere sostenute da un singolo gruppo industriale, ma da un Partenariato Pubblico –Privato capace di grandi investimenti e in grado di far decollare una nuova politica eco-compatibile della Mobilità e del Trasporto. La proposta è di indirizzare il mercato verso una “ Economia-Verde” che è uno straordinario fattore orizzontale che coinvolge il “come si produce” e il “cosa si produce”.
La stessa politica degli incentivi andrebbe rivista, finalizzando la domanda non al consumo in sé, ma nel miglioramento dei prodotti in circolazione per ridurre la presenza di tutto ciò che essendo “ vecchio” ha in se maggiori potenzialità di inquinamento e di inaffidabilità in termini di sicurezza. È il caso, per esempio delle macchine edili, industriali e del movimento terra, il cui parco macchine esistente andrebbe rinnovato, sia per una migliore rispondenza dei mezzi alle normative vigenti in termini di rumorosità ed emissioni gassose, ma soprattutto in termini di sicurezza.
Ci sono temi che possono essere Nazionali ed altri che devono cercare una concertazione Europea, ad esempio le Navi oltre i 30 anni, i veicoli commerciali e quelli industriali ecc. Per quanto riguarda gli incentivi all’auto cosi come per ogni altro mezzo o prodotto industriale, chiediamo ci debba essere la certezza della salvaguardia dell’occupazione e tutela di tutti i siti produttivi.
Un altro aspetto che è emerso nel corso del dibattito è la perdurante crisi di liquidità che le aziende denunciano a causa dei filtri rigidi per l’accesso al credito, difficoltà che potrebbero accentuarsi nel prossimo futuro per i clienti di queste aziende, in quanto la crisi di liquidità e di fiducia renderà più rigorosa l’applicazione dei parametri di Basilea 2. Con preoccupazione vediamo sia le politiche restrittive di accesso al credito attuate dalle banche, sia gli scarsi risultati prodotti dalla stessa legge Tremonti. A tale proposito il Coordinamento nazionale ritiene giusta la richiesta della CGIL Nazionale di sospendere Basilea 2 a queste Aziende, almeno in questa fase. Come FILCAMS Nazionale, crediamo che vadano definite politiche di incentivazioni certe, che premino le aggregazioni, i consorzi, le crescite dimensionali e la capitalizzazione.
Pensiamo, innanzitutto, allo strumento del credito di imposta, vorremmo anche un sistema stabile senza interventi “una-tantum” che non danno certezze, e che abbia almeno tre vincoli di riferimento: Ricerca, Occupazione, Innovazione del Processo e del Prodotto.
Il Coordinamento Nazionale, ha affrontato il tema dei rinnovi della Contrattazione Integrativa. Una delle richieste più importanti è che le aziende s’impegnino al mantenimento della forza lavoro e per tutta la durata del CIA non vi sia più riduzione di personale,
Il Coordinamento ritiene, inoltre che nei C.I.A. vi siano da parte dell’Aziende, impegni precisi definiti e verificabili rispetto alla Formazione Permanente, alla Riqualificazione Professionale ed alla lotta alla precarietà.
Punti focali di rinnovi dei C.I.A., sono: l’Organizzazione del Lavoro, la Flessibilità e gli orari di lavoro; così come sui Turni, su Lavoro Domenicale, l’Apprendistato, la Tutela della Salute e dell’Ambiente di Lavoro, della Sicurezza, sulla Bilateralità Contrattuale ed il miglioramento delle Relazioni Sindacali affinché gli stessi impegni assunti all’interno del CCNL vengano mantenuti e rispettati.
Particolare attenzione và dedicata alla presenza delle donne all’interno dell’attività lavorativa aziendale per elaborare un progetto di contrattazione di genere e di contrattazione sociale.
L’impegno nostro deve quindi concentrarsi in questa fase di crisi su questi temi e dando priorità alle nostre piattaforme per i rinnovi dei Contratti integrativi in scadenza, anche perché una mera impostazione salariale dei suoi contenuti, rischierebbe di essere facilmente strumentalizzata dalle controparti che innalzerebbero muri di incomunicabilità inutili e dannosi.
Si tratta quindi di trovare quel giusto mix che da un lato dia risposte ai processi di riorganizzazione e di innovazione produttiva dell’Azienda e dall’altro riconosca il giusto valore economico e salariale alla professionalità all’impegno, alla disponibilità e alla flessibilità dei lavoratori. Così come vanno rivisitate le voci che fino ad oggi hanno inciso sulla definizione del Premio di Produttività, sia per quanto riguarda i Parametri Generali che per quanto riguarda i Parametri Specifici.
Altri temi saranno in agenda sia del Coordinamento Nazionale del Settore che nello stesso dibattito congressuale: l’uniformità contrattuale del settore Auto e il Ruolo incisivo dei Comitati Aziendali Europei.
Il Coordinamento Nazionale FILCAMS del Settore Auto fa proprie e condivide sia la relazione introduttiva del responsabile di settore, Luigi Scarnati, che le conclusioni fatte dal segretario Generale della FILCAMS Nazionale Franco Martini, e decide di convocare la prossima riunione dopo lo svolgimento del Comitato Direttivo Nazionale della FILCAMS per discutere sia dell’avvio della fase congressuale che delle Piattaforme rivendicative dei contratti integrativi Aziendali in scadenza.