“Non votate al referendum”

05/05/2003
        3 MAGGIO 2003

         
         
        Pagina 24 – Interni
         
         
        Su una rivista on line l´invito d´uno schieramento ulivista di ex sindacalisti e ministri del Lavoro
        "Non votate al referendum"

        Articolo 18, appello trasversale da Giugni a Trentin
                RICCARDO DE GENNARO

                ROMA – Il quadro degli schieramenti sul referendum per l´estensione dell´articolo 18 alle piccole imprese comincia ad avere contorni meglio definiti. Dopo gli espliciti inviti dei segretari generali di Cisl e Uil, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, nonché del presidente della Confindustria, Antonio D´Amato, a non andare a votare per evitare che il referendum ottenga il quorum, uno schieramento trasversale di area ulivista, fatto in particolare da ex sindacalisti ed ex ministri del Lavoro, lancia anch´esso un appello per la «non partecipazione al voto».
                Lo fa attraverso la rivista on line «Eguaglianza e Libertà» diretta da Pierre Carniti e Antonio Lettieri, i quali ottengono l´adesione al loro appello anche, tra gli altri, di Bruno Trentin, Giorgio Benvenuto, Fanco Marini, Gino Giugni, Paolo Sylos Labini, Giorgio Ruffolo, Ermanno Gorrieri e Tiziano Treu. Secondo i firmatari, il referendum promosso da Rifondazione comunista, Verdi, area Salvi e Fiom-Cgil è «un referendum sbagliato» e «non idoneo a risolvere alcun problema». Trentin, Carniti, Benvenuto e gli altri firmatari sono contrari – per le conseguenze che potrebbero determinare – sia al «sì», sia al «no», per cui – come Cisl, Uil e Confindustria – giudicano che «la posizione più responsabile e coerente» sia quella dell´astensione.
                Dopo la presa di posizione della segreteria dei Ds che si propone di «rendere inutile il referendum», senza per il momento precisare in che modo, un gruppo di esponenti della destra diessina, come Nicola Rossi, Michele Salvati e Sergio Chiamparino, sottoscrive invece un appello, promosso da Il Riformista, per il «no» al referendum, una posizione – questa – analoga a quella del ministro del Welfare, Roberto Maroni, sostenitore dei «Comitati per il no». Dopo aver sottolineato che «il governo sembra affidarsi alla speranza che le urne restino deserte» e che la Cgil – favorevole al «sì» – denuncia «evidenti contraddizioni», l´appello esorta i riformisti – «di fronte a questa confusione» – a votare «no», nella convinzione che il fallimento del referendum sarà «la risposta più efficace alla deriva massimalista che ha provocato la consultazione referendaria». Particolare curioso: anche in calce a questo appello si può trovare la firma di Treu, che sul sito di «Eguaglianza e Libertà» è invece schierato con la «non partecipazione al voto».

                Favorevole all´appello all´astensione Trentin-Carniti è un altro diessino, Cesare Damiano, responsabile Lavoro della Quercia, che – con il deputato Ds Pietro Gasperoni – giudica la scelta «interessante e utile». Lo Sdi, intanto, invita l´Ulivo a decidere subito per l´astensione. L´ex ministro del Lavoro, Cesare Salvi, però ammonisce: «Maroni, ieri, ha chiesto la rapida approvazione del disegno di legge 848-bis, che stravolge l´art.18, e ha aggiunto che il governo, non pago di questo, vuole realizzare una complessiva controriforma dello Statuto dei lavoratori: il successo del sì è dunque l´unica via per sconfiggere il disegno restauratore del governo Berlusconi».