Non trova lavoro un giovane su quattro

22/12/2010

Il tasso di disoccupazione all’ 8,7%
ROMA — Colpisce sempre di più i giovani e le donne, soprattutto al Sud, e riprende a salire: il tasso di disoccupazione in ottobre è balzato dall’ 8,4%all’ 8,7%, il picco più alto dall’inizio — nel gennaio 2004 — delle serie storiche dell’Istat. Ad avere la peggio sono i ragazzi e le donne meridionali: quasi 1 su 3 non lavora. Ed è una costante delle ultime rilevazioni che pure segnalano per il periodo luglio settembre una riduzione di chi non trova un posto, la prima dopo due anni di crescita continua. Ma non basta considerare la brusca inversione dei dati di ottobre. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha sottolineato come la rilevazione trimestrale, che non comprende comunque ottobre, rimanga sotto la media europea ma nello stesso tempo si è affrettato a comunicare i progressi compiuti dall’Unità operativa per l’occupazione giovanile che si è riunita ieri per varare nuove misure, e verificare quelle in corso, a favore dei giovani utilizzando lo stanziamento di 200 milioni di euro. E che vanno dall’utilizzo del contratto di lavoro nell’artigianato allo sviluppo dei servizi offerti dal motore di ricerca istituzionale "clic lavoro"(www. "clic lavoro" gov. it) Per il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, i dati restano in ogni caso "allarmanti". Lasciando da parte quelli più gravi relativi ad ottobre, la rilevazione del terzo trimestre del 2010 registra un calo all’ 8,2%del tasso
di disoccupazione. Tuttavia, spiega l’Istat, il calo è «lieve» , d’altra parte la schiera dei disoccupati anche se assottigliata rimane di oltre due milioni di persone. E soprattutto rimane alto il numero dei senza lavoro tra i giovani, a quota 24,7%nel trimestre (in aumento dell’1,2%a confronto con lo stesso periodo dello scorso anno) e vicini a sfiorare il 28%in ottobre. E poi la percentuale cresce ancora se si guarda al Mezzogiorno, dove il 36%delle giovani donne è alla ricerca di un posto. Sul lato occupazione l’Istat, inoltre, certifica una diminuzione sia a livello congiunturale che tendenziale, a confronto con il terzo trimestre del 2009 l’emorragia è di 176 mila posti. La scure si è abbattuta principalmente sui lavoratori a tempo indeterminato (-258 mila su base annua) e in particolare su quelli impiegati a tempo pieno (-349 mila). Ma non basta: circa la metà dei due milioni di persone in cerca di un lavoro, lo fa da più di 12 mesi. E poi ancora il tasso di inattività, in cui rientrano anche gli scoraggiati, sale al 38,6%, riportandosi ai livelli del 2000. Nel Mezzogiorno la quota di chi non ha un posto e non lo cerca s’impenna al 50%, che diventa 64,5%per la componente femminile. Così Susanna Camusso insiste. Se nel valutare il tasso di disoccupazione «si tenesse conto anche degli scoraggiati vale a dire coloro che hanno rinunciato a cercare un lavoro, potremmo sic
uramente affermare che nel Mezzogiorno del nostro Paese quasi la metà dei giovani e delle donne non trova un lavoro o ha rinunciato a cercarlo» . Secondo il segretario generale aggiunto della Cisl, Giorgio Santini, «è necessario fare di più per le politiche di ricollocamento attraverso il potenziamento nazionale dei servizi pubblici e privati per l’impiego»