Non solo sindacato: la galassia Cisl

04/07/2005
    lunedì 4 luglio 2005

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    PONTIERI. UNA RETE SOCIALE E RELIGIOSA

      di Ettore Colombo

        Non solo sindacato: la galassia Cisl

        Non è semplicemente un sindacato, quello che va a congresso da domani a venerdì all’Eur di Roma, ma una vera galassia sociale, che ha la Cisl al centro: grazie all’impegno profuso in questi anni da parte di un segretario come Savino Pezzotta, coadiuvato dall’intero gruppo dirigente di cui oggi, al congresso, viene chiesta (e sarà ottenuta) la riconferma in blocco, infatti, il
        secondo sindacato più grande d’Italia (oggi a quota 4.260.937, dati del tesseramento 2004, +1,84% rispetto al 2003) è forse il pezzo più consistente di quella che sta diventando una vera e propria "coalizione sociale". Da un lato grazie alle strutture diretta filiazione della Cisl o ad essa collegate per statuto e dirigenti (l’Adiconsum, la più grande associazione italiana posta a tutela dei diritti dei consumatori; l’Anolf, che si occupa di promuovere e tutelare gli extracomunitari; l’Inas, il patronato che ha lanciato in questi mesi un’efficace campagna comunicativa; l’Iscos, storica ong che ha progetti di
        cooperazione allo sviluppo in tutto il mondo; oltre alle rinomate scuole quadri cisline), ma soprattutto grazie a quella fitta rete di alleanze e ponti lanciati a cavallo tra economia civile, mondo del non profit e interessi organizzati. Dagli stessi inviti e dalle presenze esterne al congresso, infatti, è possibile leggere quanto e come si estende la ragnatela della Cisl: sul piano degli ospiti stranieri, domani oltre al saluto del segretario della Ces (la confederazione dei sindacati europei) Monks, di particolare interesse saranno gli interventi del segretario generale della Cisl Internazionale Guy e di Thys, segretario di quel Cmt, sindacato cristiano dei lavoratori, la cui confluenza con la Cisl internazionale (si chiama così, ma rappresenta tutti i sindacati mondiali laici) la Cisl italiana e Pezzotta in particolare stanno portando in porto. Mercoledì e giovedì, poi, prenderanno la parola al congresso alcuni buoni amici italiani antichi e nuovi della Cisl: dal presidente della Fondazione per la Sussidiarietà Giorgio Vittadini (Pezzotta è l’unico leader sindacale invitato al Meeting di Rimini, quest’anno) al presidente di Confcooperative Luigi Marino e al presidente del Movimento cristiano dei lavoratori (Mcl) Carlo Costalli, sodali di Pezzotta e con lui s’intonizzati sulla stessa lunghezza d’onda etica, sociale e religiosa. Come ha dimostrato il loro impegno nel fronte astensionista sul referendum sulla procreazione assistita. Battaglia nella quale si sono ritrovati, con Pezzotta, anche altri due leader del mondo associativo e del non profit italiano che parleranno giovedì: il presidente delle Acli Luigi Bobba e il portavoce del Forum del Terzo settore Edoardo Patriarca, rappresentanti concreti della vivacità di quella "coalizione pro welfare" che la Cisl ha saputo mettere insieme.

        Naturalmente, però, il cuore dell’assise cislina saranno i temi e le questioni sindacali (tre le parole d’ordine, «Partecipazione, sviluppo, solidarietà», ma una sola la barra, l’autonomia). Nella relazione introduttiva, infatti, Pezzotta rilancerà con forza l’idea del «patto sociale» da stipulare nella prossima legislatura tra le forze sociali e il governo (chiunque vinca le elezioni) per affrontare la crisi economica del Paese e stabilire le priorità (crescita del Pil, innovazione, investimenti) con il contributo di tutte le parti sociali. Una specie di "concertazione semplificata" che possa funzionare almeno per cinque
        anni (con rigorosa verifica dello stato del patto e sua eventuale ricontrattazione almeno ad ogni Finanziaria) che però non impedirà a
        Pezzotta di chiedere anche che «questo governo e questo Parlamento, invece che passare il tempo a litigare e non fare nulla,si concentrino su due o tre provvedimenti importanti ». Anche per evitare quello che il presidente di Confindustria Montezemolo ha definito come il rischio di una «lunga parentesi piena di niente». Proprio in Montezemolo e nei massimi livelli di Confindustria, peraltro, Pezzotta troverà orecchie attente su un altro argomento oggi "caldo" e delicato nei rapporti interconfederali (con la Cgil, naturalmente, più che con la Uil): la riforma degli assetti contrattuali. A lui e al vicepresidente Bombassei – delegato alle relazioni industriali e sospettato dalla Cgil di rappresentare, con il presidente di Federmeccanica Callearo "l’asse dei duri", visto che la trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici è bloccato da molti mesi – che ha proposto ai sindacati di stilare un vero «nuovo patto costituzionale per affrontare le relazioni industriali», Pezzotta riproporrà un’altra necessità centrale per la Cisl: «Rivedere il modello contrattuale per adeguarlo alla nuova organizzazione del lavoro». Insieme al rapporto con la politica (critico quanto secco il suo giudizio sull’abbraccio di Serravalle tra Prodi ed Epifani: «La Cisl non è interessata a suggerire programmi elettorali a nessuno» dirà), ecco un altro terreno di confronto, se non di scontro, tra Cisl e Cgil. Forse già negli interventi di replica (giovedì) di Angeletti ed Epifani. Una cosa è certa: l’orso bergamasco al congresso ruggirà e la voce si sentirà dentro e fuori la Cisl.