Non si muore e non si nasce più Italia, una mamma su 5 è straniera

25/01/2011

L’Italia? Un Paese di anziani che invecchieranno soli. Che la Penisola non sia luogo per bebè si sapeva, ieri le stime Istat sui principali indicatori demografici 2010, hanno aggiunto al quadro che ritrae un paese vecchio e con più nascite al Nord che al Sud, una buona e una cattiva notizia. La buona, sempre che piaccia invecchiare inunPaese di anziani, è che l’aspettativa di vita è aumentata; la cattiva èche le nascite, dopo quattro anni di crescita, nel 2010 hanno subìto uno stop, con 12.200 nati in meno sono tornate ai livelli del 2005 anno in cui nacquero 554mila bimbi (nel 2010 ne sono nati 557mila). Gli italiani, o meglio coloro che risiedono nella Penisola siano essi indigeni o stranieri regolari, però, non diminuiscono. Questo perché i morti sono stati, nel 2010, ancor meno dei nati, tanto che l’aspettativa di vita perun bimbo nato nel 2010 è di 79,1 anni se è maschio e di 84,3 anni se è femmina (aumentata, rispetto al 2009, di circa due mesi e mezzo per le donne e di quasi quattro mesi per gli uomini). Così il Bel paese dove non si nasce e dove simuore ancor meno, contaorma 60 milioni e 600mila ‘inquilini’ di cui 4 milioni e mezzo di stranieri. Per lo più siamo gente coi capelli grigi in testa: in media non si diventa mamme prima dei 31 anni e tre mesi e gli ultracentenari negli ultimi 10 anni si sono addirittura triplicati passando dai 5.400 del 2001 ai 16mila del 2011.Unasperanza
di ‘ringiovanirsi’, viene dalle donne straniere: senza di loro nel 2010 in Italia sarebbero nati 104mila bimbi in meno (il 18 per cento del totale). Ma quali sono le regioni che invecchiano di più e quelle dove ci sono più culle?Ancora una volta, seguendo il trend del 2009 e in barba a tradizioni culturali ormai buone da raccontare, il Nord ha sorpassato il Sud: i figli nascono dove si possono mantenere, dove le donne lavorano, dove gli immigrati sono meglio inseriti nel tessuto sociale; le patrie dei baby boomers sono le province di Trento e Bolzano (1, 59 e 1, 57 figli per donna rispetto allamedianazionale di 1,29). La regione che più è invecchiata, nel 2010, è stata la Liguria (-6 su mille il saldo tra nati e morti) mentre l’isola felice è la provincia autonoma di Bolzano dove c’è il più alto tasso di natalità d’Italia (10, 4 nati ogni mille abitanti mentre lamedianazionale è di 9,2) e maggiore longevità. Nel capoluogo dell’Alto Adige, infatti, l’aspettativa di vita, per gli uomini, è la più alta in Italia (80,2 anni) e per le donne è seconda solo alle Marche che sono la regione dove il gentil sesso campa di più (fino a 85 anni e mezzo la media del 2010). E se sono tre regioni del Nord, Lombardia Emila e Veneto, a tirare la volata delle nascite con una media di figli per donna superiore a quella nazionale e conunnato su quattrodamadre straniera, sono tre regioni del centro-Sud le uniche dove nel 2010 sono nati più bimbi rispetto al 2009: Lazio, Abruzzo, Molise. Un dato che non deve ingannare, però, il calo delle nascite colpisce soprattutto il Sud e il rapporto assoluto mamme-figli vede ultima la Sardegna (1,13 figli per donna), penultimo il Molise (1,16), terzultima la Basilicata (1,19). Pezzi di cuore, i figli, certo, sempre che il portafogli supporti l’emozione.