«Non servono interventi a pioggia»

15/11/2004

    domenica 14 novembre 2004

    sezione: IN PRIMO PIANO – pag: 3

    Il leader Cisl Pezzotta boccia le misure fiscali
    Tempo scaduto per la concertazione
    «Non servono interventi a pioggia»
    Sgravi mirati a chi innova efapiù occupazione

      LINA PALMERINI

        ROMA • «Dialogo? Ormai a che serve? Lasciamo perdere, siamo fuori tempo massimo». Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl, sembra aver abbandonato il suo pallino, quello dei tavoli di concertazione, del negoziato a tutti i costi. «Il fatto è che le cose devono essere fatte nei tempi giusti. Il Governo è ancora alla ricerca di un accordo di maggioranza e — quando lo troverà — sarà un’intesa blindata. Dunque, che senso ha parlare di dialogo? E soprattutto che senso ha confrontarsi con misure che sono talmente distanti dai problemi del Paese. Vuole l’elenco? Si parla di una riduzione dell’Irap a pioggia, quando avremmo bisogno di criteri selettivi per premiare le imprese che fanno innovazione e occupazione. Si tagliano i fondi per il Mezzogiorno, quando il Sud è il problema centrale. Si riducono i docenti quando dovremmo puntare sulle risorse umane, sulla formazione. Si pensa di coprire le uscite estendendo il condono edilizio mentre non c’è restituzione del fiscal drag per i redditi da lavoro dipendente da tempo in sofferenza. Nulla per i • pensionati. Questo vuol dire solo una cosa: che non c’è una visione dei problemi del Paese».

        Anche sulla riduzione dell’Irap e sulle agevolazioni alle famiglie, il leader Cisl scuote la testa. «Così come è stata annunciata, la riduzione dell’Irap non serve. Primo: non ho niente contro questo taglio ma vorrei capire con quali risorse si finanzierà la spesa sanitaria delle Regioni che oggi è alimentata proprio da quella tassa. Secondo: se il taglio è a pioggia non funziona. Quello che serve è ripensare — o meglio dare una nuova forma — al nostro sistema produttivo. Serve orientarlo e, dunque, servono criteri selettivi per premiare le imprese che fanno innovazione e quelle ad alta densità di manodopera. E poi, dov’è il vantaggio per le imprese del Mezzogiorno? Non si può pensare a una riduzione dell’Irap che sia sostitutiva della legge 488.
        Non va bene, serve un meccanismo premiante per le imprese che investono al Sud. Non una sostituzione, ma un vantaggio fiscale».

          E le famiglie? Arrivano le agevolazioni, proprio come chiede il sindacato. «Innanzitutto c’è uno squilibrio tra le risorse destinate alle imprese e quelle a favore delle famiglie. Detto questo, mi sembra vergognoso che si arrivi quasi a legittimare chi non paga le tasse, che si estendano i condoni e poi non si provveda a restituire il fiscal drag ai lavoratori dipendenti». Ma è soprattutto sulla scuola che Savino Pezzotta mastica amaro. «Bella coerenza. Il Governo pensa a una riduzione dei docenti e, contemporaneamente, non si fa che parlare del valore delle risorse umane e della formazione. Inoltre, mi sembra che questa decisione sia una pessima risposta al sindacato che lunedì sciopera proprio per chiedere attenzione sui problemi del sistema scolastico». Quindi, non resta che scioperare? «Noi le nostre idee le abbiamo, le abbiamo scritte in un documento unitario. Mi auguro che dopo la decisione di far slittare la riduzione delle aliquote — decisione che dà ragione al sindacato — il Governo cominci a darci ragione anche sulle prospettive del Paese».