Non riesce a pagare gli stipendi e s’impicca

23/02/2010


MILANO— Un gesto disperato e quattro bigliettini per spiegarne le ragioni. Così la crisi economica ha fatto un’altra vittima. Paolo Trivellin, 45 anni, imprenditore di origine vicentina, titolare della «Tri-Intonaci» di Noventa Vicentina (Vicenza) si è suicidato nella sua abitazione di Vo’ Euganeo in provincia di Padova, impiccandosi a una trave. Da sei mesi i suoi dipendenti, una ventina, non ricevevano più lo stipendio. Le banche – raccontava – gli avevano voltato le spalle, chiudendo i rubinetti del credito. La sua azienda aveva lavorato nella caserma americana Ederle di Vicenza, in subappalto, per la realizzazione del nuovo ospedale. E ai suoi collaboratori Trivellin aveva spiegato che gli appaltanti, Pizzarotti e Bilfinger Berger, avevano contestato i lavori, lamentando un ritardo nella consegna delle opere, arrivando a pretendere una penale di 65 mila euro, a suo dire esagerata. Giovedì scorso Trivellin aveva incontrato i suoi dipendenti che manifestavano davanti alla Ederle per i ritardi nel pagamento degli stipendi e per chiedere un incontro con le due aziende titolari da cui avevano avuto i lavori di intonacatura in subappalto. «I lavori non erano stati eseguiti come dovevano essere fatti e la Tri-Intonaci diceva di non avere risorse per rifare tutto il lavoro. Aspettavamo la parola di un giudice», spiegano dal consorzio. Il contenzioso era nato da una richiesta di 65mila euro per il noleggio dei ponteggi, per varie le sistemazioni e con l’aggiunta di una penale di 25mila euro per il mancato rispetto della tempistica di consegna dei lavori. «Dobbiamo ammettere che il ritardo nella consegna c’è stato – aveva spiegato Trivellin – ma le altre richieste di denaro che ci vengono fatte sono assurde. Noi abbiamo eseguito i lavori e questi vanno saldati». Parole in cui stavano racchiuse tutte le difficoltà di un uomo in crisi, costretto a confrontarsi con altrettante persone, i suoi dipendenti, che gli mettevano davanti i loro problemi, le famiglie a casa senza stipendio. Immediata la solidarietà e la preoccupazione del segretario generale della Fillea Cgil Toni Toniolo, che in una nota ha sottolineato come «il prezzo della crisi lo pagano, sia i lavoratori che i piccoli e medi imprenditori e comunque i più deboli».