«Non ho mai interrotto il dialogo con i sindacati»

16/01/2002








«Non ho mai interrotto il dialogo con i sindacati»

Maroni da Ciampi: totalmente d’accordo con le riflessioni del presidente. Oggi Cgil, Cisl e Uil al Quirinale

      ROMA – «Ho ribadito al Presidente che il mio ministero e il governo non hanno mai interrotto il dialogo con i sindacati e che, anzi, intendono proseguire sul piano del confronto, purché esso avvenga sui contenuti effettivi dei provvedimenti e senza pregiudiziali ideologiche». In questo passaggio della dichiarazione che il ministro del Lavoro, Roberto Maroni, ha diffuso ieri sera dopo essere stato ricevuto al Quirinale da Carlo Azeglio Ciampi, c’è un piccolo spiraglio per riaprire un discorso tra governo e Cgil, Cisl e Uil su pensioni e mercato del lavoro. Il presidente della Repubblica ha convocato per questa sera Sergio Cofferati, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti. E i segretari delle tre confederazioni non potranno che ribadire la loro volontà di confrontarsi col governo. Del resto sono stati proprio loro, il 4 gennaio, a chiamare in causa il Quirinale chiedendo con una lettera un incontro a Ciampi proprio per lamentarsi del fatto che il governo non vuole più dialogare con loro e che non tiene mai conto delle opinioni del sindacato. E quindi, alla fine, davanti al presidente della Repubblica, tutti ribadiranno la volontà di confrontarsi (lo farà lunedì anche la Confindustria). E Ciampi esorterà tutti a superare i toni aspri di queste settimane.

      UNA FASE NUOVA – Tutto ciò, probabilmente, contribuirà a svelenire il clima, ma non servirà ad evitare gli scioperi delle prossime settimane. Si potrebbe però aprire una fase di mediazione in Parlamento dove i disegni di legge delega del governo sulla previdenza e sul mercato del lavoro stanno per cominciare il proprio iter, mentre nel governo già comincia a muoversi qualcosa sul fronte del pubblico impiego. Il ministro della Funzione pubblica, Franco Frattini, ha scritto a Maroni per chiedere che la previdenza integrativa decolli anche tra i dipendenti pubblici e il sottosegretario Learco Saporito dice che «il governo ha l’obbligo di tentare di risolvere i problemi» sollevati dal sindacato, cioè la richiesta di maggiori stanziamenti per il rinnovo dei contratti. Obiettivo: evitare la grande manifestazione dei pubblico impiego il 15 febbraio a Roma (il sindacato vuole portare in piazza San Giovanni 3-400 mila persone).

      MARONI SODDISFATTO – «È stato un incontro molto cordiale», ha detto Maroni dopo un’ora di colloquio con Ciampi. Il ministro ci ha tenuto a far sapere di trovarsi «totalmente d’accordo con le considerazioni e le riflessioni svolte» dal presidente della Repubblica. Ciampi, ha sottolineato Maroni, «ha precisato che il suo non è un tentativo di mediazione, che non compete a lui: il presidente ha convenuto che i provvedimenti sono in Parlamento e che quella è la sede per la discussione». Il ministro incontrerà «nei prossimi giorni» le commissioni Lavoro di Camera e Senato. Le stesse commissioni sentiranno poi i sindacati e le associazioni imprenditoriali. E potranno mediare. Il sindacato, se crede, scioperi pure, sembra dire Maroni: «Ciampi ha esordito proprio ricordandomi che lui stesso, l’inventore della concertazione, da presidente del Consiglio ebbe uno sciopero generale. E me lo ha ricordato per dirmi che il problema non è fare ogni cosa per evitare gli scioperi, ma è continuare sempre il dialogo».

      LA CENSURA DI COSSIGA – Diagolo compromesso per colpa del governo, secondo Cgil, Cisl e Uil. «Diremo a Ciampi della nostra preoccupazione per un governo che con le sue scelte sta producendo rotture sociali», anticipa Cofferati. E certamente per Ciampi non sarà facile convincere le tre confederazioni ad abbassare i toni. Senza contare che l’iniziativa del presidente della Repubblica, per certi versi non convenzionale, è finita sotto il fuoco incrociato delle critiche di Franceso Cossiga e Fausto Bertinotti. L’ex presidente della Repubblica ha presentato un’interpellanza al governo per sapere che cosa abbia indotto Ciampi a intervenire su materie di «esclusiva competenza legislativa del Parlamento e del governo». Il leader di Rifondazione comunista dice invece che Ciampi dovrebbe rimanere «estraneo» al braccio di ferro in corso evitando interventi per «ripristinare dall’alto la concertazione». Ciampi, comunque, andrà avanti mentre anche i sindacati autonomi si fanno sotto e chiedono di essere ricevuti.

Enr. Ma.


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