“Non guidate le auto della Toyota” la gaffe del ministro Usa affossa il titolo

04/02/2010

Una gaffe di Ray LaHood, ministro dei Trasporti di Barack Obama, ha provocato un altro scivolone della Toyota a Wall Street, evidenziando la situazione delicatissima in cui si trova la più grande industria automobilistica mondiale. «Fermatevi, non guidatele più», ha detto ieri il ministro durante un´udienza al Congresso rivolto ai milioni di proprietari di autovetture della casa giapponese che hanno bisogno di riparazioni per un problema al pedale dell´acceleratore. Le azioni della Toyota sono subito crollate subito del 7,2% e la rettifica di LaHood – «Sono stato frainteso, era un invito a portare le auto a un controllo» – non ha migliorato di molto la situazione, anche perché si è saputo che il governo di Tokyo ha aperto una inchiesta autonomamente da quello americano.
Presieduta da Akio Toyoda, nipote del fondatore del gruppo, la Toyota è riuscita l´anno scorso a superare la General Motors nella graduatoria mondiale del settore auto. Il sospetto? Che la crescita si avvenuta a spese della qualità. I problemi sono cominciati due settimane fa con il richiamo di 2,3 milioni di vetture costruite negli Stati Uniti e dotate di un pedale dell´acceleratore prodotto da una ditta americana. Il difetto causava delle accelerazioni impreviste e ha provocato almeno cinque vittime.
Con un po´ di ritardo, la Toyota ha promesso di sostituire gratuitamente il pedale e comincerà a farlo il prossimo week-end. Ma intanto è scattato l´allarme per altri tre milioni di vetture a livello internazionale e il governo giapponese sta indagando su presunte imperfezioni anche sui modelli Made in Japan. Tra questi la Prius: uno dei proprietari dell´auto con il motore ibrido, Steve Wozniak, co-fondatore della Apple, si è ad esempio lamentato degli improvvisi e inspiegabili aumenti di velocità fino a 156 chilometri all´ora.
Bastava molto meno per far crollare il mercato delle Toyota e trascinare in basso il titolo. A gennaio le vendite negli Stati Uniti del gruppo giapponese sono scese del 16%, favorendo la ripresa delle Ford (+24%) e della Gm (+15%). La Chrysler di Sergio Marchionne non è invece riuscita ad avvantaggiarsene: le sue vendite sono calate dell´8,1%.