Non buttare, regala: ecco il cibo solidale

06/02/2006
    luned� 6 febbraio 2006

    Pagina 29 – Cronaca

      Un�idea nata nella facolt� di Agraria di Bologna si allarga a tutta Italia. Cos� i prodotti in scadenza "rivivono" sulle mense di chi non ha nulla

        Non buttare, regala: ecco il cibo solidale

          Arriva il "Last minute food": dai supermercati ai pi� poveri

            La catena di distribuzione getta 238.000 tonnellate di merce commestibile, per un valore di 881 milioni di euro
            La cooperativa "Carpe cibum" mette in contatto il mercato e varie associazioni di volontariato

              dal nostro inviato
              Jenner Meletti

                FERRARA – No, la colpa non � di un cuoco con troppa fantasia. Primo piatto: pennette al pesce. Secondo: salsiccia con insalata verde. Dessert: yogurt alla fragola. �Si mette in tavola ci� che passa il convento. Anzi, il supermercato�. Non � difficile preparare men� sempre diversi, quando non si fa la spesa e si deve cucinare ci� che a sorpresa arriva ogni mattina dopo le 10. Ma qui alla mensa dell�associazione Viale K., dove il parroco don Domenico Bedin mette a tavola 200 fra italiani e stranieri, nessuno si lamenta. �La cosa bella – spiega Giorgio Tacchini, factotum dell�associazione – � che non si paga nulla. E il cibo che ci arriva � buono, anzi ottimo. Basta cucinarlo subito. Ma lo sa che ci regalano anche le paste?�.

                Non � certo un caso che il "Last minute market", il mercato dell�ultimo minuto, nasca in una terra dove il maiale prospera. E del maiale, lo sanno tutti, non si butta via niente. �L�idea mi � venuta nel 1998 – dice Andrea Segr�, docente di economia e ingegneria agrarie e preside della facolt� di Agraria di Bologna – quando nel retro di un supermercato vidi la cuccagna che veniva mandata al macero: casse di cachi buttate sopra gli yogurt in scadenza, scatole di fagioli dalle cui confezioni erano stati tolti i punti premio gettate sull�insalata con qualche foglia scura. Certo, la soluzione sembra semplice: si prendono le cose buone e si danno a chi ne ha bisogno. Ma il problema � un altro: bisogna fare in modo che questo passaggio di merce porti vantaggi a tutti gli "attori" dell�iniziativa: se qualcuno ci rimette, il sistema non gira. Cos�, da quello che abbiamo chiamato "lo spreco utile", nasce il Last minute food, il cibo della solidariet�, capostipite del Last food market�.

                L�universit� non � un�opera pia e deve proporre progetti scientifici. �Per otto mesi un gruppo di studenti e dottorandi ha vissuto in un supermercato per osservare – e mettere poi i dati sui computer – tutto ci� che veniva scartato. Poi abbiamo fatto ricerche sulla domanda, tenendo conto che prodotti di questo tipo debbono percorrere la strada pi� breve per raggiungere l�utilizzo pi� alto�.

                Si butta di tutto, in un supermercato. I piselli vanno sul camion dei rifiuti quando arriva una partita di piselli pi� freschi. Una cassa di mele viene buttata se due o tre mele appaiono marce. �Dati alla mano – dice il professor Segr� – si pu� calcolare che un ipermercato con superficie di 5.000 metri quadri in un anno butti via 1.700 quintali di prodotti alimentari, del valore di 595.000 euro. L�intera catena di distribuzione alimentare italiana, escluse mense scolastiche e aziendali, getta invece 238.000 tonnellate, per un valore di 881 milioni di euro. Con questa merce si metterebbero a tavola – dalla colazione al pranzo alla cena – 620.000 persone al giorno. � chiaro che non tutto si pu� recuperare, ma anche una percentuale del 10 o 20% porterebbe risultati comunque importanti. Con la merce fresca, anche la salute migliora: una spremuta � pi� salutare di un succo pastorizzato�.

                A lavorare in Last Minute Market ci sono (a tempo pieno e da un anno anche con lo stipendio) quattro ex studenti di agraria, con il loro presidente Luca Falasconi. �Con la nostra cooperativa, Carpe cibum, mettiamo in contatto un mercato che non fa offerte e un circuito di associazioni di volontariato che non fanno domande: tutto per valorizzare un prodotto che non ha prezzo�. Il supermercato che aiuta gli indigenti ha innanzitutto un guadagno di immagine, ma per favorire questo mercato della solidariet� sarebbero necessarie nuove leggi. �Chi regala generi alimentari recupera il 4% di Iva. Sui prodotti non alimentari recupera invece l�Iva del 20% soltanto se la manda in discarica, non se la regala. E in discarica finisce di tutto: anche le biciclette con il solo cavalletto rotto�. � da qui che nasce l�idea del Last minute waste (rifiuti), �con cooperative che selezionino i rifiuti e rivendano ci� che � recuperabile�. Ma ad Agraria si pensa ovviamente anche alla campagna. �Ci sono stagioni in cui pesche, pomodori, angurie e meloni restano nei campi. Perch� non organizzare una raccolta da parte di comunit�? Basta insegnare loro come muoversi senza danneggiare gli impianti e come trasportare correttamente la merce�. Tante idee hanno gi� trovato la loro strada. Last minute book, l�ultimo minuto dei libri, ha portato 50.000 volumi (destinati al riciclaggio della carta) agli italiani di Argentina, Cile, Uruguay.

                  Last minute food � gi� presente a Palermo, Cagliari, Bologna, Modena, Verona e Ferrara. E quest�ultima citt� ha giocato soprattutto la carta della difesa dell�ambiente. �Il Comune – dice Giorgio Tacchini – fa sconti fino al 30% sulla tassa del pattume a chi dona alimenti alle associazioni di volontariato. Pi� cibo nei piatti dei poveri vuol dire meno cibo in discarica. Una rosticceria ci manda il pesce fritto, ed in tempi di crisi aviaria sui nostri tavoli, finalmente, polli, tacchini e faraone sono arrivati in abbondanza�. C�� anche la solidariet� da esportazione. �I commercianti rinunciano allo sconto del 30% sul pattume, per mandare soldi a un ospedale pediatrico in Tanzania�.