Nomine: Enti previdenza nel caos

26/01/2004





26 Gennaio 2004

NOMINE
Enti previdenza nel caos,
Staderini verso Trenitalia

ROMA
Enti previdenziali senza consigli di amministrazione, una situazione sempre più insostenibile. E i presidenti dei Civ – i Comitati di indirizzo e di vigilanza in cui sono rappresentate le parti sociali – di Inps, Inail e Inpdap hanno scritto una lettera a Berlusconi, Maroni e Tremonti in cui chiedono che il governo ponga fine all’interminabile commissariamento dei tre importanti enti previdenziali.
Come è noto, dopo un lungo commissariamento (e lunghe trattative al’interno della Casa delle Libertà) alla fine sono stati formalmente nominati presidenti e direttori generali dei tre enti (Inps, previdenza privati; Inpdap, previdenza dipendenti pubblici; Inail, assicurazione infortuni). Tuttavia, ancora non è stato completato il mosaico, con la nomina dei componenti dei consigli di amministrazione, che hanno il compito di gestire e verificare l’attività istituzionale di organismi che movimentano grandissimi flussi finanziari e (dunque) rappresentano importanti centri di potere. I Cda sono, a tutt’oggi, ancora «commissariati», e i loro poteri restano in capo ai presidenti: Gian Paolo Sassi (Lega) all’Inps; Marco Staderini (Udc) all’Inpdap; Vincenzo Mungari (Forza Italia) all’Inail.
Il 15 gennaio i tre presidenti dei Civ, gli ex sindacalisti Franco Lotito, Giovanni Guerisoli e Guido Abbadessa, hanno chiesto formalmente la fine dell’«emergenza», che il ministro del Welfare Roberto Maroni aveva assicurato si sarebbe conclusa entro la fine del 2003. Un’emergenza che tra le altre cose – si legge – «non consente l’esercizio del controllo concomitante da parte della magistratura contabile» ed è «causa di anomalia per il corretto funzionamento degli enti». Anche perché (va da sé) nei Cda dev’essere rappresentata anche l’opposizione.
Una richiesta che a quanto pare verrà finalmente accolta, anche se i bene informati riferiscono che Maroni avrebbe preferito continuare senza Cda fino alle elezioni europee. A spingere il governo, a parte le proteste, c’è la probabile uscita dal vertice Inpdap di Marco Staderini, proveniente da Lottomatica, già consigliere d’amministrazione Rai e molto vicino al presidente della Camera Casini. Per Staderini – ovviamente, sempre che la verifica politica di maggioranza si chiuda in tempi ragionevoli – sarebbe pronta un’altra poltrona «importante»: la presidenza delle Ferrovie dello Stato, o in alternativa, di Trenitalia.