“Noi, aspiranti belli Postalmarket trattati come i profughi albanesi”

29/04/2001

Domenica 29 aprile 2001
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Bari

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"Noi, aspiranti belli Postalmarket
trattati come i profughi albanesi"

Le prime contestazioni al gran raduno salentino di Filograna

DAVIDE CARLUCCI


otranto – Lei vuol fare la fotomodella. Come la Kaori della pubblicità di Filadelfia. Solo che Gloria Bellantoni, quattro anni, torinese, non ricorre alle diete, come la ballerina orientale dello spot. Al pari delle altre partecipanti a «Protagonisti di un sogno», il megaconcorso organizzato nel Salento dal patron di Postalmarket Eugenio Filograna, rischia di tornare a casa più magra di prima. Nessuna cura: sono gli stenti e i patimenti della sfacchinata. Ma non piange, lei. Semmai sorride, quando il padre Angelo le suggerisce: «Dillo che vuoi diventare come Megan Gale, quella che piace a papà».
Che fatica, però, diventare come la bella scalatrice australiana di grattacieli. E che stress. E quante proteste, soprattutto da parte dei genitori dei piccoli, riuniti all’esterno del residence Tramonti, a Torre Inserraglio. A sentir loro, sembra una catastrofe, altro che un sogno, altro che la manifestazione che doveva dimostrare che in Salento, se si vuole si possono organizzare i Grandi Eventi, come in Riviera o a Gardaland. Il clou della disfatta è arrivato quando una signora, estenuata per l’attesa dopo il lungo viaggio in treno, s’è sentita male ed è svenuta. E’ intervenuta la Croce Rossa, accompagnandola in ospedale. Niente di grave, ma subito dopo è scoppiata la rivolta. «Siamo stati trattati peggio di clandestini appena sbarcati», dice Laura da Milano. lei snocciola l’elenco delle rimostranze: «Il cibo era tipo rancio: scarso o freddo. Niente organizzazione. Nessuno ci ha accolti, per ore siamo rimasti sotto il sole, ad aspettare. Mia figlia, poi, non può sfilare: le hanno dato un kit da maschio. Ma si può?». Più d’una madre ha chiesto aiuto persino ai carabinieri, mandati dalla compagnia di Gallipoli sul posto sin dall’inizio per controllare che tutto fosse a posto, in quella che avrebbe dovuto essere una tranquilla kermesse tipo Zecchino d’oro. E invece si sono trovati di fronte a una specie di manifestazione di piazza di genitori inferociti.
Certo, non era semplice organizzare una manifestazione così, la prima del genere in Salento. Ci sono voluti cinque treni speciali, per far arrivare i cinquemila concorrenti, ragazzi e bambini, che aspirano a 250 «posti» da fotomodelli. Gli altri saranno assunti come promotori Postalmarket. Ognuno dei partecipanti ha dovuto sborsare 900mila lire. Ma il prezzo comprende l’iscrizione, il kit completo con vestiario, borse e costumi da bagno, formazione, vitto e alloggio in albergo per cinque giorni. La manifestazione, che è costata oltre 3 miliardi e ha accolto anche cento espositori, è dislocata in quattro Località: Serra Alimini, Torre dell’Orso, Torre Inserraglio, Otranto. E’ andata solo un po’ meglio dall’altra parte del Salento, sull’Adriatico, a Serra degli Alimini. Lì si sono radunati gli over 14, che magari all’arte di arrangiarsi nei campeggi e nei concerti sono un po’ più abitiuati. Ma anche lì, proteste, lamentele, e genitori che minacciano di chiamare le forze dell’ordine o di presentare denuncia per truffa. Salvatore, Vittorio e Antonello, rispettivamente parrucchiere, studente di Scienze motorie e impiegato in uno studio legale, tutt’e tre 24enni di Avellino, si sono conosciuti qui, al gran raduno di Postalmarket. Non era difficile fare la conoscenza, sul treno, visto che ci hanno messo undici ore per arrivare. «E che treno: senz’acqua, vecchissimo, sporchissimo». Un boomerang, per Filograna: per lui, questa manifestazione, oltre che un’ottima operazione di marketing, doveva fungere anche da megaspot elettorale (è candidato al Senato con la sua lista Regione Salento). L’imprenditore, però, se la prende con le Ferrovie dello Stato, alla quale sono da attribuire «eventuali disagi lamentati dai partecipanti e non agli organizzatori della manifestazione, che a sua volta è stata penalizzata dai ritardi di alcuni convogli. Ritardi che hanno ostacolato la graduale sistemazione alberghiera dei partecipanti». Postalmarket la butta sul politico: «E’ l’ennesima testimonianza della scarsa considerazione in cui viene tenuto il Mezzogiorno d’Italia e in particolare il Salento.