“noGdo” La nuova comune nasce dalla spesa

16/04/2007
    lunedì 16 aprile 2007

    Pagina 18 – Società

    Tendenze
    Gruppi d’acquisto Un fenomeno che dilaga in italia

      La nuova comune
      nasce dalla spesa

        Un sistema che coniuga risparmio e certezza di mangiare prodotti sani

          ANDREA ROSSI
          MILANO

          Regola numero uno: si acquista in gruppo. Due: si compra solo dai coltivatori diretti. Tre: meglio se i prodotti sono locali.

          Benvenuti nell’universo chiamato «consumo critico». Quelli che boicottano o, per lo meno, cercano di tenersi alla larga dalla grande distribuzione. Niente prodotti di marca. Niente supermercati. Niente carelli riempiti in fretta, senza studiare con attenzione le etichette e informarsi sulla provenienza dei beni di consumo.

          Sta tutto in una parola: Gas. Gruppi d’acquisto solidale. A volte hanno nomi rutilanti, spesso sprazzi di fantasia: «A tutto Gas», «Gastronauti». Insomma, cittadini che si uniscono per fare acquisti. E scelgono le piccole aziende agricole. Un mondo che cerca tenacemente di resistere all’assalto della grande industria alimentare.

          Per qualcuno è una moda un po’ da fricchettoni. Per loro invece è un sistema per consumare meglio. E forse meno. Certo è che il fenomeno è in netta espansione. I Gas crescono in modo esponenziale, raddoppiano ogni biennio. Secondo «Rete Gas», l’anello di collegamento tra i gruppi italiani, nel 2000 i gruppi censiti – ma alcuni esperti sostengono che siano appena la metà del totale – erano 43. Nel 2004 erano 160. Oggi sono circa 330. Domina il Nord, con la Lombardia in testa (92 gruppi), seguita da Piemonte (46) e Toscana (39).

          Famiglie, associazioni, parrocchie, gruppi di amici, vicini di casa. Perfino centri sociali. Si va dai dieci ai trenta nuclei di solito. Il mondo dei gruppi d’acquisto è un universo molteplice e certe volte un po’ stravagante. Che mischia etica ed economia. Ci si mette insieme per comprare alla fonte. Di tutto: pasta, riso, farine, formaggi, salumi, frutta, verdure. A volte anche detersivi e, perché no?, servizi informatici o telefonici. Si cerca il produttore più vicino, quando è possibile. Altrimenti si va per conoscenza, o per passaparola. Al buio mai. Non a caso si chiama «consumo critico». E i consumatori, questi consumatori, sono diffidenti, amano accertarsi di persona, visitano aziende e fattorie. Poi sono furgoni che partono dalla Sicilia per portare le arance, o dalla Liguria per l’olio extravergine. Il viaggio, però, è uno soltanto, il mezzo è stipato e trasporta merce per tutti. Si risparmia anche lì.

          L’imperativo è saltare tutta la filiera della distribuzione, comprare direttamente dal produttore. È garanzia di qualità e di coltivazioni sane. Spesso costa anche meno. Uno studio del 2006 – su un paniere di beni che va dalla pasta all’olio, dai formaggi alle marmellate, senza dimenticare l’incidenza del trasporto – ha calcolato che talvolta si riescie a spendere fino al 40 per cento in meno rispetto ai supermercati. Dettagli, direbbe il popolo dei Gas. Non conta molto, là dove il consumo cerca di fondersi con l’etica. Perché il risparmio non è tutto.

          Spesso è questione di ideologia. «Recuperare una dimensione umana degli stili di vita: sapere cosa consumiamo e come è stato prodotto», per dirla con le parole di Gian Paolo Marangoni, un negozio di stampi a Torino e un impegno assiduo da coordinatore di un Gas a Giaveno, ai confini della Val di Susa.

          Il meccansimo è, tutto sommato, semplice. Difficile è metterlo in pratica. E mantenerlo in vita. Perché in fondo i Gas sono piccole comunità. Gente che si riunisce una volta al mese, discute e decide. A volte vota. Democrazia e separazione dei compiti. C’è chi si preoccupa della pasta e chi delle arance. C’è chi telefona e chi riceve i furgoni che portano le merci.

          Sembra facile. «Invece è faticoso, chi non ha una forte motivazione prima o poi molla», dice Marangoni. Certe assemblee – quando si decide cosa acquistare e da chi – a volte somigliano tanto alle riunioni di condominio: si fatica a mettere d’accordo tutti, si litiga e le ore scorrono inesorabili alla ricerca di un compromesso. Non mancano sfuriate, scissioni e secessioni in piena regola. Divergenze e frange che si staccano per fondare un nuovo gruppo.

          La moltiplicazione dei Gas passa anche attraverso la litigiosità. Che c’è ma è residuale, giurano. E passa in fretta. Basta riavvicinarsi ai ritmi della natura.