Nocera, perde il lavoro e si uccide davanti alla sua abitazione

17/03/2010

Un colpo di pistola alla testa davanti casa, un rumore sordo esploso a distanza ravvicinata, poi la caduta a terra con il volto coperto di sangue: si è ucciso così Ciro Pellegrino, 47 anni, responsabile sicurezza di un market della catena Alvi di Nocera Inferiore, da alcuni mesi disoccupato perché licenziato dall’azienda in crisi. Nelle stesse ore, a pochi chilometri di distanza, nel Napoletano, un uomo di 59 anni, depresso perché senza lavoro, si stava impiccando nella sua camera da letto. In un giorno solo in Campania due vite spezzate dallo stesso motivo: la perdita del lavoro. Che da dramma si trasforma, purtroppo sempre più spesso, in tragedia.
A NOCERA

Sposato e padre di un ragazzo di 12 anni, Ciro Pellegrino era una persona tranquilla e benvoluta. Un grande lavoratore, ma ultimamente molto stressato per il fallimento della catena di supermercati Alvi, la società gestita dalla famiglia dell’ex presidente della provincia di Salerno Angelo Villani. Lui era un ispettore di zona del gruppo, da alcuni mesi senza lavoro per il crack dell’azienda. La difficoltà di non avere più un reddito e di convivere con una precarietà senza fine hanno spinto il 47enne all’estremo gesto. Per uccidersi ha usato una Beretta legalmente detenuta. I colleghi di Pellegrino, da novembre senza stipendio, hanno saputo del suicidio proprio mentre erano in sit in davanti alla Prefettura di Salerno. Immediate le reazioni di commozione e di rabbia contro la famiglia Villani. È un dramma occupazionale, quello dell’Alvi, che si trascina da mesi. Sono oltre mille gli operai in difficoltà. Chela situazione del gruppo non fosse solida, che ci fossero problemi finanziari era nell’aria già da tempo.
Ma pare che ad accelerare gli eventi sia stata la mancata riconferma di Villani alla Provincia. Questo avrebbe fatto perdere la fiducia degli istituti di credito ma anche il peso politico per rimanere a galla. E dall’estate scorsa per la catena Alvi non c’è stata più pace: supermercati falliti e centinaia di dipendenti sul lastrico.
A NAPOLI

Il 59enne napoletano era un meccanico, ma l’ultima riparazione l’aveva effettuata un paio di settimane fa. La mancanza di un reddito certo e l’approssimarsi di un’età nella quale si va in pensione hanno evidentemente accresciuto il suo stato di disagio e la sua disperazione. Il corpo dell’uomo è stato trovato nella stanza da letto: una corda stretta attorno al collo e ferite al petto e alla gola, a colpi di coltello che l’uomo si sarebbe auto inflitto. Una fine atroce: potrebbe essere morto dissanguato. Un dramma della precarietà e della miseria.