No alla contraffazione

12/07/2010

È un fenomeno in crescita esponenziale, la produzione di falsi, che la crisi ha aggravato. Confindustria ne ha discusso in un’iniziativa pubblica, la “Giornata nazionale anticontraffazione”. Alla CGILperò – alla Filtea CGILinnanzitutto –, il merito di aver denunciato già da tempo i pericoli, per l’economia e il lavoro, che dietro questo mercato si nascondono. “Pensiamo sempre e solo a borse e magliette, cinture e occhiali”, dice Valeria Fedeli, già segretaria generale della Filtea , oggi vicesegretaria generale della Filctem, che è stata invitata al convegno degli industriali. “La moda – aggiunge – è parte essenziale della contraffazione. Ma, insieme, abbiamo prodotti tipici del nostro tempo, come i software o gli audiovisivi, e poi giocattoli, farmaci, alimenti. Un business diversificato, che da un lato danneggia gli imprenditori onesti, da un altro nuoce ai consumatori, insidiati anche nella salute; e per un altro verso ancora non tiene in alcun conto contratti e diritti”. Come intervenire? “Il punto fondamentale è la consapevolezza: sapere quali guasti la contraffazione comporta. Occorre una grande opera di sensibilizzazione, soprattutto fra i giovani.
Così come è necessario che le imprese si assumano responsabilità più stringenti nel controllo delle filiere. In tema di controlli, però, un ruolo decisivo spetta alle istituzioni. Qui le carenze sono gravi. Si pensi, per dirne una, all’assenza di una normativa che contrasti la vendita di merci contraffatte attraverso il web. O, per riprendere due questioni centrali, al tema della tracciabilità e della commercializzazione dei prodotti. C’è un principio di legalità che va riaffermato”.