No a interventi sullo stato sociale

08/07/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
160, pag. 3 del 8/7/2003


È quanto emerge da un’indagine di Nuovo welfare.

No a interventi sullo stato sociale

Cresce la voglia di stato sociale. Per il 64% degli italiani è meglio pagare più tasse e avere più servizi, piuttosto che pagare meno tributi in cambio di una diminuzione del welfare. Di più: il 75% ritiene che l’eventuale riduzione del peso del fisco non debba comportare tagli all’assistenza sociale. Una percentuale che sale all’80% nelle risposte positive al quesito ´se il servizio sanitario debba rimanere sostanzialmente pubblico’, e all’86% se si parla di scuola.

Sono i risultati dell’indagine ´Quale welfare per l’Italia delle regioni’, curata dall’associazione Nuovo welfare e da Unicab e presentata ieri a Roma. Il campione, formato da 20 mila cittadini residenti in 422 comuni, è stato chiaro: ´no allo smantellamento del welfare’. Un risultato ´sorprendente’ per Emiliano Monteverde, presidente dell’associazione Nuovo welfare, ´se si considerano i luoghi comuni secondo cui lo sviluppo economico sarebbe ostacolato dal mantenimento dei pilastri pubblici di sicurezza sociale’. Certo, dall’indagine emerge la consapevolezza che il welfare vada riaggiornato e adeguato a nuove condizioni sociali. ´L’invecchiamento della popolazione, gli immigrati e i lavoratori flessibili, come anche la crisi della famiglia’, continua Monteverde, ´sono tutti fattori che chiedono di rimodellare lo stato sociale e di estenderne le tutele alle nuove categorie che ne sono prive’.

L’idea di dover cambiare, però, per gli italiani non vuol dire smantellare. Anzi. Per quanto riguarda la sanità, otto italiani su dieci preferiscono un sistema pubblico gestito a livello regionale.

L’opzione per una sanità essenzialmente affidata ai privati, nell’ambito della quale le autonomie locali esercitino solo una funzione di controllo, è abbracciata invece dal 14% degli intervistati. Una scelta che non registra grandi differenze tra chi abita al Nord e chi al Sud, anche se i residenti al Centrosud sono quelli che ripongono più fiducia nel servizio sanitario nazionale (81%), mentre quelli delle Isole (17%) sono più favorevoli alla privatizzazione.

Ma la stessa fedeltà al sistema pubblico rispunta sull’argomento scuola: l’86% degli intervistati ritiene che la spesa statale vada destinata fondamentalmente alla pubblica istruzione. E dal rapporto emerge chiaramente un aumento della fiducia che gli italiani ripongono nel terzo settore. Per il 65% di loro, infatti, le associazioni di volontariato andrebbero coinvolte nell’elaborazione dei piani sociali e nelle decisioni sulla ripartizione delle risorse.