Niente vertice fra il leader della Cgil e l´Ulivo

08/07/2002







(Del 8/7/2002 Sezione: Interni Pag. 2)
MENTRE CONTINUANO LE PRESE DI DISTANZA DALL´INIZIATIVA REFERENDARIA SULL´ART. 18
Niente vertice fra il leader della Cgil e l´Ulivo
No al summit con Di Pietro e Bertinotti, incontri bilaterali (mercoledì Rutelli)

ROMA
I capi dell´Ulivo hanno deciso di provare a difendersi dall´«invadenza» e dal protagonismo di Sergio Cofferati. Dopo che il segretario della Cgil aveva invitato Rutelli, Fassino, Di Pietro e Bertinotti a riunirsi tutti attorno allo stesso tavolo per ascoltare le proposte della Cgil, uno dopo l´altro, i notabili dell’Ulivo hanno preferito cambiare l´agenda cofferatiana: meglio tanti incontri separati. Si comincerà mercoledì con un Cofferati-Rutelli e si proseguirà nei giorni successivi con tanti bilaterali e dunque avanti – uno alla volta – Fassino, Bertinotti, Di Pietro, ma anche Pecoraro Scanio, Boselli, Diliberto, Mastella. Un cambio di programma non banale, benché dettato da motivi diversi. Se per Rutelli e Fassino può aver pesato l´idea di non consentire a Cofferati quel che a loro non è riuscito in 14 mesi (un tavolo collegiale anche con Bertinotti e Di Pietro), per i segretari dei partiti minori è prevalsa un´ansia da visibilità. Ma c´è anche un´altra novità: Margherita e Ds cominciano a guardare con crescente diffidenza all´idea di seguire la Cgil nella campagna referendaria preannunciata da Sergio Cofferati per l´abrogazione del nuovo articolo 18, che sarà presto tradotto in una normativa e che dovrà essere approvato dal Parlamento. Naturalmente è impossibile raccogliere firme per un referendum abrogativo prima che la norma sia stata definitivamente approvata dal Parlamento e dunque – considerato che per celebrare un referendum nel 2003 occorre depositare le firme entro il 30 settembre del 2002 – una campagna referendaria della Cgil in tempi brevi appare altamente improbabile. Ma la difficoltà tecnica di raccogliere firme nelle prossime settimane non impedisce a Cofferati di tenere alta la pressione: ecco l´annunciata raccolta di 5 milioni di firme per due leggi di iniziativa popolare su ammortizzatori sociali ed estensione dei diritti. Due iniziative da far partire in autunno per aprire la strada alla campagna referendaria da tenersi nella primavera del 2003. Cofferati tiene alta la pressione nell´opinione pubblica ma anche nei gruppi dirigenti dell´Ulivo.
E proprio per non subire quello che Sergio D´Antoni chiama «il tentativo di Cofferati di esercitare un´egemonia sull´intero schieramento economico e sociale», è iniziata una presa di distanza dal referendum. Due giorni fa ha lanciato il primo altolà l´ideologo della Margherita Paolo Gentiloni («Le scelte più radicali della Cgil rischiano di portarci fuori strada») e ieri anche il presidente dei senatori Ds Gavino Angius invita tutti ad una maggiore cautela: «Abbiamo sempre detto che un referendum è nelle cose, ma il problema è che per fare un referendum ci vuole una legge che deve essere ancora approvata dai due rami del Parlamento e poi deve essere anche promulgata. Di questo si parlerà in autunno». Ma c´è cautela anche nella sinistra Ds per un complesso di motivi, compresa la prevedibile divisione che si creerebbe nell´Ulivo davanti ad un´iniziativa referendaria non condivisa da tutti. E proprio per non «schiacciarsi» troppo sulla Cgil, Francesco Rutelli nei prossimi giorni si vedrà con il segretario della Cisl Savino Pezzotta e con quello della Uil Luigi Angeletti. E in Parlamento non è da escludere un atteggiamento differenziato tra Ds e Margherita nelle votazioni che riguarderanno la traduzione normativa del Patto per l´Italia. Naturalmente la decisione del ministro del Welfare Roberto Maroni di escludere la Cgil dal prossimo tavolo che si occuperà di politiche sociali ha suscitato nel centro-sinistra una valanga di proteste. Per il presidente dei deputati della Margherita Pierluigi Castagnetti quello del ministro Maroni «è un grave errore che potrebbe rivelarsi un dramma per il paese», per Gavino Angius «escludere pregiudizialmente la Cgil è un atto arrogante, fatto per isolare e colpire quel sindacato». Politicamente significativa la dissociazione del presidente dei deputati Udc Luca Volonté: «E´ profondamente sbagliato non invitare la Cgil. Tenere un dialogo con tutti è la prima regola del buongoverno». Ieri intanto dal seminario nazionale della Margherita all´Impruneta Ermete Realacci e Massimo Cacciari hanno lanciato un appello a Rutelli per il rilancio dell´Ulivo, anche mediante la nascita di sedi uliviste in tutte le città.

Fabio Martini