Niente shopping,domani è sciopero

16/11/2007
    venerdì 16 novembre 2007

      Pagina 14 – Economia & Lavoro

        Niente shopping,domani è sciopero

          Due milioni di lavoratori attendono il nuovo contratto

            di Laura Matteucci/ Milano

            SERRATA Spesa a rischio nella giornata di domani, per lo sciopero proclamato dai sindacati del commercio, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, a sostegno della vertenza contrattuale. Il contratto, che riguarda circa due milioni di lavoratori, per oltre il 50% donne, è scaduto a fine dicembre 2006. Ma Confcommercio si è sfilata unilateralmente dal tavolo di confronto, per motivi che i lavoratori giudicano di natura politica, in polemica con il governo, in sostanza estranei al merito.

            I sindacati hanno già annunciato anche nuove iniziative di mobilitazione entro Natale se la trattativa non verrà riaperta.

            Ipermercati, supermercati e negozi alimentari resteranno dunque chiusi per l’intera giornata di domani (e, per i negozi che non lavorano il sabato, l’astensione è anticipata ad oggi).

            Le organizzazioni di categoria, che si scusano per gli inevitabili disagi per i consumatori, spiegano che lo sciopero è una scelta obbligata contro l’inedita chiusura della controparte aziendale. Auspicano la serrata totale delle attività commerciali e comunque invitato i consumatori a non fare acquisti in quei negozi che sceglieranno di non aderire allo sciopero, in segno di solidarietà verso i lavoratori.

            Filcams, Fisascat e Uiltucs annunciano poi nuove iniziative di protesta per il periodo natalizio, con tempi e modalità che saranno decisi in un incontro delle categorie, martedì prossimo.

            Il contratto riguarda sia il biennio economico (2007-2008), per il quale chiedono aumenti lordi mensili pari a 78 euro calcolati sul quarto livello professionale, che quello normativo (2007-2010). Oltre a quella salariale, l’altra grande questione del settore è quella della precarietà: ormai, l’80% delle nuove assunzioni viene contrattualizzata part-time, con le conseguenti ripercussioni sul reddito. La flessibilità dei lavoratori del commercio, quasi sempre tradotta in precarietà, è un tema che verrà portato anche all’attenzione dell’Unione europea. Come spiega Ivano Corraini, segretario generale della Filcams, la controparte, invece di sedersi al tavolo per discutere la piattaforma sindacale, ha diffuso un comunicato stampa per dichiarare la sua contrarietà al protocollo sul welfare del 23 luglio e alle richieste sindacali. «Siamo obbligati a scioperare – aggiunge Corraini – è evidente che ci troviamo di fronte ad una vendetta postuma della Confcommercio».

            Il leader della Fisascat, Pierangelo Raineri, ribadisce che lo sciopero è «necessario» e auspica «un’adesione compatta». Perchè, spiega, «se passasse la linea padronale sarebbe un problema per tutto il settore».