Niente reato se non si paga lo stipendio

27/06/2003

ItaliaOggi (Lavoro e Previdenza)
Numero
151, pag. 34 del 27/6/2003


CONTRIBUTI.

Niente reato se non si paga lo stipendio

Non commette reato il datore di lavoro che non versa all’Inps le ritenute previdenziali e assistenziali per i suoi lavoratori purché, allo stesso tempo, non paghi ai dipendenti lo stipendio.

Lo hanno stabilito le sezioni unite della Corte di cassazione con la sentenza n. 27641/03, nella quale hanno affermato: ´Il delitto di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali non è configurabile a carico del datore di lavoro nel caso di mancata corresponsione della relativa retribuzione ai dipendenti’. I supremi giudici di Palazzaccio hanno così deciso di annullare la sentenza con la quale la Corte di Appello dell’Aquila aveva confermato la condanna nei confronti del legale rappresentante di un’azienda abruzzese. A nulla era valsa la difesa dell’imprenditore che aveva sostenuto di non aver versato le ritenute a causa di un dissesto finanziario.

La Cassazione, nella sentenza depositata ieri, ha argomentato la decisione non solo in termini di diritto, ma anche di pragmatica osservazione.

Scrivono infatti i giudici: ´Mentre il mancato pagamento della retribuzione costituisce un inadempimento civile, l’omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali è stato assimilato dal legislatore a un’appropriazione indebita’. È un delitto punito con la reclusione fino a tre anni o con una multa che può superare i 1.000 euro. Si tratta di un reato del tutto autonomo rispetto al mancato pagamento dello stipendio. Non solo, ´si deve porre in rilievo che il comportamento del datore di lavoro che omette di pagare la retribuzione ai suoi dipendenti e di versare le ritenute operate sugli emolumenti è solo apparentemente più grave di quello del datore di lavoro che si limita a trattenere queste ultime’. Il primo comportamento infatti, spiegano i supremi giudici, ´non si presta a essere occultato e in tempi assai brevi, alla fine della settimana lavorativa o del mese, i lavoratori dovranno necessariamente prendere cognizione dell’inadempimento, cercando i rimedi che ritengono opportuni’. Il mancato versamento delle ritenute assicurative e previdenziali, invece, ´può rimanere celato anche per lunghi periodi e costituisce dunque una condotta insidiosa capace di procurare al lavoratore danni assai gravi’.

Ai giudici della Corte d’appello di Roma è stato dunque rinviato il caso, perché per affermare la responsabilità penale, in questo caso, di un datore di lavoro, è necessario accertare se l’imputato abbia effettivamente retribuito i suoi lavoratori.