NIDIL – La Co-Promozione (stesura finale bozza documento 5-3-01)

CGIL – NIdiL (Nuove Identità di Lavoro)
II FASE DELLA SPERIMENTAZIONE

LA CO-PROMOZIONE

I.In questi ultimi anni si è registrata una forte espansione del ricorso a modalità contrattuali non riconducibili al lavoro subordinato (circa 2 milioni di lavoratori che operano con forme contrattuali diverse dal lavoro dipendente, circa 500 mila missioni di lavoro temporaneo) e un contemporaneo ampliamento dei settori in cui sono utilizzate. L’esperienza sin qui svolta dal sindacato ed in particolare da CGIL NIdiL consente di fare prime analisi anche qualitative sul fenomeno – emerge in modo diffuso la presenza di lavoratrici - e di inserirle in una riflessione sull’azione sindacale e sulla rete di relazioni intessuta con questi lavoratori e lavoratrici. Gli interventi necessari ad affrontare tale condizione rientrano in una azione più complessiva della CGIL rivolta ad affrontare i problemi legati al lavoro diffuso e parcellizzato, in particolare nell’artigianato e nei servizi, che costituisce parte importante del mercato del lavoro e, spesso, prima occasione di impegno delle giovani generazioni.

II.Occorre altresì impostare una più efficace azione di raccolta e lettura dei dati relativi a questo fenomeno in riferimento ai settori produttivi, ai comparti e alle singole entità produttive, ciò a partire da una più incisiva capacità di rendere esigibile il diritto d’informazione anche in riferimento alle tipologie contrattuali presenti e alla qualità dei rapporti nei luoghi di lavoro e verso le controparti sia pubbliche che private.

III.Per ciò che riguarda il lavoro non standard (collaborazioni coordinate e continuative, collaborazioni occasionali, prestazioni professionali, partite IVA individuali, ecc.) l’esperienza fin qui fatta conferma la contraddittorietà di questo fenomeno – di cui i due poli estremi sono: autonomia e precarietà – e l’interesse strategico per il sindacato di mettere a punto un’azione di tutela specifica mirata a delineare un percorso attraverso cui sia possibile scegliere e non subire queste modalità di lavoro.

IV.Si conferma valida della scelta compiuta, a suo tempo, dalla CGIL di definire una struttura confederale come NIdiL che intervenisse specificatamente sul terreno del lavoro parasubordinato ed interinale, e si riconosce la positività di un percorso che ha portato la nostra Confederazione, e successivamente tutto il movimento sindacale, ad accettare la sfida sul terreno della rappresentanza e della tutela di tutti i lavoratori che, nelle varie forme, si sono affacciati in questi anni nel grande processo di trasformazione economica e sociale che ha coinvolto anche il nostro paese.

V.Verificando il lavoro sin qui svolto e anche grazie alle prime forme di organizzazione e di rappresentanza costruite, si può affermare con convinzione che il sindacato confederale è l’unico agente in grado di realizzare una piena inclusione sociale di tutti i lavoratori, al di là delle diverse forme contrattuali.

VI.Le ragioni di un’azione congiunta, co-promossa fra confederazione e categorie, partono da un’evidenza: il lavoro non standard ha assunto dimensioni rilevanti, e tali da non potersi considerare un fenomeno episodico oppure temporaneo, e, soprattutto, è interno o si infiltra tra le maglie dei processi lavorativi presidiati dalle aree contrattuali oggi conosciute. Le ragioni di questo processo sono sia economiche sia tecnico-gestionali, sia legislative. E’ un fenomeno più “interno” nel caso del lavoro interinale nei settori industriali, mentre è differenziata, in forme più o meno strutturali nei vari segmenti produttivi, per la parasubordinazione e i settori terziari.

VII.Sta in noi la capacità di guardare oltre l’attuale fase contingente. Se il sindacato intende ancora giocare un ruolo d’attore nelle dinamiche sociali è certamente utile cogliere a pieno la profondità di tali cambiamenti e la necessità di adeguare la propria strategia.

VIII.E’ per questo che, dopo la prima fase di avvio di NIdiL, si intende sperimentare una ulteriore fase di percorso che, facendo tesoro dell’esperienza fin qui svolta, metta a punto azioni innovative che coinvolgano organicamente le categorie, e diano sviluppo all’azione di tutela di questa rilevante parte del mondo del lavoro, a partire dalla tutela contrattuale, in coerenza con l’obiettivo strategico di unificazione del mondo del lavoro.

IX.L’esperienza contrattuale d’avvio di NIdiL consente già di dire che l’azione operata ha consentito, laddove si è praticata, di limitare il fenomeno del dumping sociale fondato su un’abbattimento delle tutele nel lavoro e contenere i pericoli di destrutturazione dei diritti del lavoro dipendente nelle sue forme tradizionali. Questo patrimonio acquista un valore aggiuntivo, nell’ arrivare ad avere una chiave di lettura su come influenzare e promuovere la dinamica contrattuale e la tutela collettiva, consapevoli di dover fare i conti con la difficoltà oggettiva incontrata da lavoratori e lavoratrici che, oggi dispongono solo di propri contratti individuali. E’ necessario costruire esperienze di azione sindacale e di contrattazione collettiva co-promosse che diano slancio, dinamicità e forza a questo primo embrione contrattuale e invertano progressivamente la “fuga dai diritti” che ha caratterizzato fino ad oggi gran parte del lavoro parasubordinato. Per il sindacato e per la CGIL, invertire questa tendenza, non è solo un obbligo morale ma una necessità dettata dal dover governare una delle dinamiche che mutano la stessa condizione lavorativa di tipo standard.

X.Nel tracciare un’ipotesi di evoluzione della fase sperimentale di CGIL NIdiL si ritiene doveroso chiarire che NIdiL non è e non deve essere:
(a)un servizio – in quanto accanto al bisogno di tutela individuale emerge anche la necessità di un’azione di tutela collettiva e di rappresentanza;
(b)una categoria intesa in senso verticale – in quanto questi lavoratori e queste lavoratrici pongono domande inedite attinenti sia la dimensione generale, in conseguenza della tipologia del rapporto di lavoro, che la dimensione più specifica, legata all’area merceologica e al carattere della prestazione lavorativa.

    XI.Le categorie paritariamente alla confederazione danno impulso all’azione sindacale verso le Nuove Identità di Lavoro, attraverso una forma organizzativa inedita, che promuove un percorso di rappresentanza e di valorizzazione dell’identità. In questo contesto Il sistema di legittimazione dovrà essere in grado di comporre la dimensione orizzontale e verticale del sindacato. Da qui, in positivo, il significato di trasformazione di CGIL NIdiL

    Pertanto

    tra la Confederazione, e le Categorie, a partire da quelle più coinvolte settorialmente dai processi di trasformazione e di concentrazione nelle forme di lavoro non subordinato, si realizza il seguente impegno politico organizzativo:

    a.La Confederazione, attraverso NIdiL, e le categorie interessate danno vita alla nuova struttura co-promossa denominata CGIL NIdiL. “CGIL NIdiL struttura co-promossa” avrà un nuovo organismo dirigente con caratteristiche esecutive denominato Coordinamento Nazionale di CGIL NIdiL.

      b.Il Coordinamento Nazionale di CGIL NIdiL vedrà la compresenza di dirigenti nominati in forma paritaria ed espressione delle due dimensioni che lo compongono. I suddetti dirigenti mantengono la propria titolarità di provenienza e di legittimazione tesa alla co-decisione dell’azione quotidiana di NIdiL.

        c.Al nuovo organismo dirigente è assegnato il compito di decidere l’azione che la struttura co-promossa saprà prendere in relazione ai diversi soggetti, settori e alle caratteristiche dei rapporti di lavoro presi in esame.

          d.I componenti di categoria, del coordinamento nazionale, avranno il compito di mantenere il collegamento e di essere il riferimento specifico di NIdiL co-promossa per le politiche sindacali e contrattuali nelle categorie di provenienza e per le rispettive strutture territoriali.

          Nel ratificare l’intesa le strutture coinvolte inoltre concordano di favorire:

          ·Il decollo organizzativo e politico di NIdiL in tutte le CdLT come base indispensabile per un percorso di unificazione del mondo del lavoro e per l’affermazione di diritti e di rappresentanza specifici;

          ·l’impegno delle proprie strutture territoriali a completare e rendere operativa la nuova struttura co-promossa, individuando settori, luoghi, tempi e modalità di contatto e di tutela dei lavoratori che operano con nuove modalità contrattuali; individuando da subito le aree territoriali in cui iniziare, anche a livello decentrato, la sperimentazione della co-promozione di CGIL NIdiL;

          ·la sindacalizzazione dei lavoratori che operano con nuove forme contrattuali chiedendo uno sforzo congiunto e condiviso tra categorie e NIdiL, coinvolgendo in questo percorso i delegati e le rsu nei posti di lavoro. Questa iniziativa dovrà essere accompagnata da un’azione formativa congiunta mirata sia ai delegati di base che ai quadri intermedi coinvolti nel progetto di co-promozione;

          ·una piena visibilità anche interna alla CGIL della presenza dei lavoratori “atipici”, anche per dimostrare la capacità di dare piena rappresentanza ad un pezzo sempre crescente del mondo del lavoro, in cui spesso sono negati diritti e tutele. Per questo si ritiene importante che il sistema di rilevazione organizzativo dell’insieme delle strutture CGIL renda visibile l’adesione complessiva dei lavoratori ”atipici”. In sostanza, si tratta di produrre un monitoraggio dettagliato in grado di esprimere, attraverso una somma algebrica, la qualità sociale delle adesioni dirette a NIdiL e quelle di lavoratori che si iscriveranno a NIdiL attraverso la categoria.

            Infatti, uno dei capisaldi non eludibili per cogliere appieno il cambiamento dei referenti sociali, e quindi la necessità di rappresentanza di questi lavoratori, è la loro visibilità e solo una chiara lettura delle adesioni permette di dare senso all’efficacia dell’azione sindacale.

          ·In questo processo di monitoraggio costante (fondamentale per rafforzare l’azione di conoscenza e di visibilità dei lavoratori iscritti ed impegnati con “nuove modalità di lavoro”) rivestono un ruolo decisivo ed imprescindibile le categorie territoriali, le strutture territoriali di NIdiL e le CdLT, senza cui non è pensabile nessuna chiara lettura dei fenomeni e nessuna azione specifica.

            Le strutture definiranno i termini organizzativi della co-promozione come segue:

            1.Il sistema complessivo di rilevazione dell’adesione alla confederazione sarà modificato per rendere visibile l’adesione complessiva dei lavoratori non subordinati ed interinali. La suddetta rilevazione dovrà segnalare sia le adesioni dirette a NIdiL che la condizione contrattuale dei lavoratori iscritti a NIdiL dalle categorie;

            2.In caso d’avviamento d’attività contrattuali ad ogni livello, che coinvolgano lavoratori parasubordinati nei settori coperti dall’azione contrattuale di una delle categorie coinvolte nella co-promozione, le due organizzazioni si impegnano ad attivare un’azione congiunta ed un confronto preventivo sui contenuti delle piattaforme, sulle modalità di coinvolgimento dei lavoratori interessati e sulle metodologie d’azione nei confronti delle controparti. – In caso di contrattazione specifica riguardante i lavoratori parasubordinati, la delegazione contrattuale sarà congiunta.

              - L’azione contrattuale avverrà nel rispetto dei ruoli e delle reciproche autonomie, mantenendo ferma, la titolarità contrattuale delle RSU e delle categorie. – Nei casi in cui la contrattazione abbia carattere più ampio ma presenti ricadute per i lavoratori cosiddetti parasubordinati, la delegazione trattante potrà essere integrata da rappresentanti di NIdiL o da rappresentanti di lavoratrici e lavoratori parasubordinati. – Nelle trattative a carattere intercofederale, di cui ha titolarità NIdiL, in considerazione della reciprocità, saranno coinvolte le categorie. In ogni caso è esplicita la volontà, di tutte le strutture coinvolte, di arrivare al massimo della collaborazione e coinvolgimento reciproco nel definire contenuti e strategie di tutela a prescindere dall’agente contrattuale.

            3.Tenuto conto anche delle indicazioni statutarie sull’unicità dell’adesione alla CGIL, i lavoratori e le lavoratrici con contratto di lavoro interinale, in collaborazione continuativa od occasionale, con partita IVA individuale, ecc, impegnati in imprese ed enti operanti nell’ambito contrattuale delle categorie interessate avranno la tessera Cgil-NidiL;

            4.Sulla tessera, nella parte per il lavoratore, sarà applicato un talloncino con il recapito della struttura locale di NIdiL e della struttura locale della categoria interessata;

            5.Tale presenza settoriale sarà evidenziata ed aggregata nel tesseramento della categoria con voci aggiuntive di disaggregazione, come ad esempio: “NIdiL collaborazioni” o “NIdiL Interinali”. Questi dati assieme a quelli ottenuti direttamente da NIdiL comporranno il dato complessivo del tesseramento di CGIL NIdiL stessa e saranno, a loro volta, disaggregati ed evidenziati da NIdiL per settore di provenienza dando così un quadro complessivo dell’impegno e dei risultati ottenuti da ognuno;

            6.Per ogni lavoratrice/lavoratore iscritto dalla categoria con tessera “brevi mano”, nelle realtà non coperte dalla possibilità di adesione con delega, si riconoscerà alla Categoria il 100% della quota tessera. Per ogni lavoratrice/lavoratore, iscritto a Cgil-NIdiL, direttamente dalla categoria con delega CGIL NIdiL si riconoscerà a quest’ultima il 50% della quota delega)

            7.Al nuovo organismo co-promosso spetterà anche, il compito di affrontare e sciogliere i nodi, nelle modalità opportune e condivise, relativi ai temi della titolarità contrattuale e della rappresentanza, nei casi e settori in cui emergeranno difficoltà operative rispetto alla presente impostazione, e di avanzare eventuali proposte entro l’avvio della fase congressuale.

            8.Vista la fase ancora sperimentale della struttura di CGIL NIdiL e considerata la necessità di dare un maggiore impulso sia all’insediamento territoriale di NIdiL, sia all’azione concreta di organizzazione dei lavoratori parasubordinati ed interinali anche attraverso le categorie si ritiene opportuno, in questo momento, che le risorse ottenute dall’adesione di questi lavoratori alla CGIL rimangano interamente a livello territoriale e vadano a finanziare le strutture impegnate in questo progetto, purchè le strutture interessate, sia confederali che di categoria, costituiscano uno specifico centro di costo in cui imputare entrate ed uscite relative all’attività che riguarda NIdiL.

            9.Le strutture coinvolte impegnano i propri organismi territoriali, per le materie di loro competenza, a dare informazioni ed assistenza ai lavoratori su indicati e ad informarli dei servizi e delle tutele offerte da entrambe le strutture e ad avviare programmi formativi mirati, rivolti ai quadri sindacali e alle RSU.

            10.Le strutture coinvolte si impegnano ad avviare un confronto con il “sistema dei servizi” per aggiornare e rendere funzionale il rapporto e l’apporto dei servizi stessi alla nuova struttura co-promossa, integrando l’azione di tutela individuale con le funzioni di rappresentanza e di tutela contrattuale anche per questi lavoratori.

            11.In particolare occorre rendere operativa in ogni CdLT un’azione specifica sul versante fiscale, previdenziale, dell’accesso e al lavoro e vertenziale sia come interfaccia specifico dei resp. NIdiL sul territorio sia come referente specialistico per i lavoratori. Bisogna individuare a tal fine operatori orientati a questa azione. Inoltre va avviato e garantito in tutte le realtà locali, a cura delle società di servizio, la possibilità di tenuta della contabilità, anche sulla base delle positive esperienze già avviate per i lavoratori in possesso della partita IVA individuale. A questo impegno va accompagnata una discussione e una prima sperimentazione sul versante di nuovi servizi specifici per questi lavoratori ((formazione, accesso al lavoro, bilancio di competenze, ecc.).

              12.A partire dalle indicazioni del presente documento, si avvieranno confronti anche con le altre categorie interessate dal fenomeno.

              Roma, li

              CGIL NAZIONALECGIL NIdiL

              FILCAMS CGILF P CGIL

              SLC CGIL SNS CGIL

              SNUR CGIL