NH Italia, esito incontro 19/11/2013

Roma, 21 novembre 2013

Testo unitario

in data 19 Novembre 2013 abbiamo incontrato NH Italia per proseguire nell’esame congiunto a fronte dell’apertura dell’ “ennesima” procedura di licenziamento collettivo e per avere le risposte ai quesiti posti dalla nostra ultima lettera nella quale chiedevamo il rispetto dell’esercizio del diritto di informazione previsto dalla contrattazione nazionale ed europea di riferimento.
Da un punto di vista economico l’impresa registra ancora pesanti difficoltà; per il board internazionale l’ Italia continua ad essere comunque ritenuta strategica in ottica di rilancio e sviluppo. Pertanto sulle 200 strutture che ancora risultano in perdita rispetto ai dati già negativi del 2012 non sono previsti, allo stato, interventi fortemente impattanti sull’occupazione ad esclusione delle attualmente presenti. E’ giusto ricordare che le decisioni provenienti da “casa madre” vengono spesso prese con scarso preavviso; diventa perciò difficile avventurarsi in previsioni a lungo periodo improntate all’ottimismo.
Gli alberghi sono di proprietà per circa un 30%. Il 20% in regime di management. Il 50% in affitto. Proprio questa ultima consistente parte ha necessitato e necessità (come l’ultima delicata vicenda dell’ hotel Tiepolo di Vicenza sta confermando) di continue rinegoziazioni al ribasso dei canoni, che per loro natura, hanno esito spesso incerto. Nell’ultimo anno sono stati comunque rinegoziati affitti per un volume di risparmio pari a 2 milioni e seicentomila euro.
Vi sono poi fattori esterni imprevedibili che condizionano gli andamenti del fatturato come l’apertura dell’aeroporto di Comiso per la società siciliana Donna Fugata (controllata al 100% da NH), polo di eccellenza nato anche su incentivi della regione Sicilia ( che poi ha interrotto i finanziamenti) e che attualmente sta attraversando difficoltà enormi che potrebbero però essere mitigate appunto dall’apertura del suddetto scalo aereoportuale.
Da una visuale più marcatamente occupazionale i processi di outsourcing derivanti dalla profonda riorganizzazione che stiamo ancora fronteggiando, hanno interessato 363 persone. Più della metà sono transitate ai fornitori mentre 101 addetti sono usciti su base volontaria con incentivazione.
Rimangono in cassa integrazione a zero ore 41 risorse ( 1 a Catania, 2 a Milanofiori, 1 a MilanoDue, 12 al Midas di Roma, 9 al Leonardo da Vinci, 6 al Vittorio Veneto 7 al Laguna Palace di Venezia, 1 a Genova, 1 a Bologna, 1 a La Spezia ).
Si è ricorso nei primi 10 mesi dell’anno all’utilizzo del lavoro somministrato ( che ha soppiantato praticamente del tutto quello dell’extra) nella misura dei 92 full time equivalent.
NH Italia ha dichiarato di aver impiegato tale tipologia contrattuale prevalentemente nelle strutture non coinvolte dalla riorganizzazione, salvo eccezioni derivanti da dinieghi dei lavoratori in cassa integrazione a rientrare, ancorché formalmente richiamati.
Un dato su cui riflettere è quello delle dimissioni volontarie che sono state 41 (sempre dal 1 gennaio 2013 ad oggi) e che hanno aperto 32 posizioni che sarebbero state offerte alla platea dei lavoratori in esubero mediante job posting interno. Solo in 2 casi tali opportunità sarebbero però state colte dai lavoratori.
Alla nostra osservazione che le proposte avanzate forse sarebbero risultate impraticabili perché avrebbero comportato trasferimenti a grande distanza, o passaggi a part time, la direzione aziendale ha puntualizzato come ciò non corrispondesse al vero, ma che anzi, per la maggior parte, si siano trattate di offerte riguardanti il medesimo albergo o la medesima piazza.
Le riallocazioni interne sono state in totale 11, e gli esuberi riassorbiti 49.
Abbiamo osservato unitariamente come un maggior rispetto di corrette relazioni sindacali soprattutto a livello territoriale, avrebbe potuto consentire lo sviluppo di azioni sinergiche volte a produrre risultati più positivi nell’individuazione di possibilità di riassorbimento degli esuberi ancora presenti.
Abbiamo infine convenuto di ritenere esaurita la fase sindacale dell’attuale procedura di licenziamento collettivo L.223/91 e di richiedere congiuntamente al Ministero del Lavoro un ulteriore periodo di cassa in deroga, nella consapevolezza che tale concessione è tutto fuorché scontata.
Qualora si riesca ad ottenere ancora l’ammortizzatore sociale, si provvederà a discutere anche di un nuovo sistema di incentivazione su base volontaria che provi a coniugare criteri innovativi e equità rispetto a quelli precedentemente pattuiti.
E’ chiaro che, nella malaugurata ipotesi che ciò non accada, in sede ministeriale potrebbe prodursi un mancato accordo con conseguente licenziamento del personale in esubero.

p. la Segreteria Filcams Nazionale
Cristian Sesena