NH Italia e Atahotel esuberi in albergo

09/01/2014

Tutti a casa. Nel periodo della grande crisi, anche le catene alberghiere più importanti (NH Italia e
Atahotel) non fanno eccezione e individuano centinaia di esuberi su cui scaricare i costi dei mancati guadagni.
MOBILITÀ
NH Italia, la più grande catena del Belpaese, nel luglio 2012 ha aperto una procedura di mobilità per
392 lavoratori, con la disdetta di tutta la contrattazione integrativa vigente e l`aumento di una già selvaggia politica di outsourcing. Ne è nata una vertenza sindacale che ieri si è chiusa con la volontà, da parte di Nh Italia, di licenziare i 102 addetti esclusi dal riassorbimento nelle cooperative che operano in outsourcing o dall`incentivazione all`esodo. Dal momento in cui l`azienda ha reso nota l`intenzione di mettere in mobilità i 392 lavoratori, Filcam Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno chiesto a più riprese un tavolo al ministero dello Sviluppo Economico, richiesta mai accolta. E così si è giunti fino alla giornata di ieri, all`incontro presso il ministero del Lavoro in cui NH ha confermato la propria volontà di licenziare i 102 addetti. Cristian Sesena, segretario nazionale della Filcams Cgil, spiega che «non c`è stata alcuna possibilità, per le organizzazioni sindacali, di raggiungere un`intesa a sostegno dell`occupazione, minacciata da un profondo processo di ristrutturazione che dura da più di un anno e mezzo. L`azienda infatti, dopo aver strumentalmente utilizzato il ritardo della promulgazione del decreto che stabilisce criteri e rifinanziamenti della cassa in deroga per il 2014 e rifiutato il rinvio di una settimana proposto dal ministero in attesa di verificare strade concrete di utilizzo degli ammortizzatori nel periodo di assenza del
medesimo, si è dichiarata non più interessata a proseguire il confronto, ritenendo gran parte degli esuberi rimasti strutturali e senza alcuna prospettiva di ricollocazione».
SCELTE
Tuttavia le scelte di NH Italia non hanno portato ad alcun risultato economico o commerciale degno di nota, essendo l`azienda ancora in crisi e con un piano industriale che secondo i sindacati non offre comunque garanzie agli oltre mille lavoratori rimasti all`interno del gruppo. A tale riguardo Sesena si domanda: «Il turismo e le politiche dei suoi attori principali non riguardano e determinano lo sviluppo del Paese? Se l`unica risposta che le aziende sanno dare alla crisi della domanda è soltanto il taglio lineare del costo del lavoro, esiste un problema che travalica i 102 (per ora) drammi individuali degli ormai ex dipendenti NH, per limitarci a questo caso, ma che attiene alle reali capacità di stare su un mercato sempre più competitivo on un`offerta di servizi qualitativamente alta».
«A questo poi va aggiunto» conclude il segretario della Filcams «la pressoché totale assenza di una politica di sviluppo del settore turistico, da più parti invocata ma finora mai attuata, una politica che, a parere dei sindacati di settore, non può che mettere al centro il lavoro e la sua piena valorizzazione».
Il problema infatti non riguarda solo NH Italia, ma più in generale tutto il settore. Oggi al ministero del Lavoro verrà discussa la richiesta di 180 esuberi avanzata da un altro gigante del settore, Atahotel, un tempo in mano alla famiglia Ligresti, che ha individuato 180 esuberi, senza però un piano di incentivi all`esodo o di ripiazzamento in outsourcing. Si tratterebbe quindi solo di licenziamenti, che in un primo momento dovevano essere 193.