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Nh Hotels, ennesima procedura di licenziamento, sale a quota 500 il numero dei lavoratori in mobilità

19/03/2015

Lo sdegno dei sindacati: “la ricerca del risultato economico non si sovrapponga ai diritti dei lavoratori”.

Il Caso Nh Hotels, sdegno e preoccupazione dei sindacati di categoria Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs per l’ennesima procedura di mobilità comunicata da Nh Hotels, la multinazionale spagnola presente in Italia con 31 alberghi. Stavolta sono 53 i lavoratori coinvolti che si aggiungono ai circa 450 addetti già interessati dalla mobilità.

“Dal luglio 2012 la principale catena alberghiera presente in Italia non ha fatto praticamente altro che aprire procedure di licenziamento collettivo, esternalizzare servizi, disdettare gli accordi sindacali esistenti” stigmatizzano le segreterie nazionali dei tre sindacati di categoria Cgil Cisl Uil.

“Tutto ciò avviene nell’assordante silenzio delle istituzioni – affondano Filcams Fisascat UIltucs – A partire dal Ministero dello Sviluppo Economico che ha ignorato le ripetute  richieste delle organizzazioni sindacali di aprire un tavolo di confronto per dare risposte certe agli oltre 1000 dipendenti dell’impresa”.

Stesso atteggiamento da parte del dicastero del Turismo – denunciano ancora i sindacati – e della stessa associazione datoriale  AICA Confindustria che si è ben guardata di giocare un ruolo per ricondurre a più miti consigli una delle sue più importanti associate”.

Una vertenza che evidenzia tutti i limiti e le ambiguità della capacità ricettiva del nostro Paese tra l’altro proprio alla vigilia di uno degli eventi più importanti dell’anno, l’Expo2015.

“Tutti coloro che in questi giorni non fanno altro che parlare di Expo dovrebbero sapere che il settore dell’ospitalità è anche purtroppo caratterizzato dal gioco del risparmio sul costo del lavoro delle multinazionali che mirano solo al raggiungimento del risultato economico sovrapponendolo ai diritti dei lavoratori – aggiungono le tre sigle – Tutto questo anche a discapito della qualità dei servizi turistici offerti, con meno personale qualificato che opera nel settore ricettivo e le inevitabili ripercussioni sulla capacità di essere competitivi con gli altri Paesi”.

“Il sindacato non abbandonerà i lavoratori del turismo italiano – concludono Filcams,  Fisascat e Uiltucs -Continueremo come sempre ad esercitare il nostro ruolo cercando anche stavolta di ridurre al minimo l’impatto sociale della ennesima dichiarazione di esubero e salvando più posti lavoro possibili”.