NH HOTEL, IL 21 SETTEMBRE SCIOPERO NAZIONALE

13/09/2012

13 settembre 2012

NH Hotel, il 21 settembre sciopero nazionale

Le organizzazioni sindacali FILCAMS Cgil, FISASCAT Cisl e UILTUCS Uil hanno indetto lo sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori di NH hotel contro la procedura di licenziamento collettivo aperta dall’azienda e riguardante quasi 400 dipendenti.
Durante l’incontro del 12 settembre presso il Ministero dello Sviluppo Economico, NH Italia ha confermato l’esubero dichiarato, esplicitando l’obiettivo di realizzare terziarizzazioni – che coinvolgono 262 addetti – e procedere alla fuoriuscita di ulteriori 120 addetti a seguito della soppressione delle relative mansioni.
È emersa, inoltre, con chiarezza la reale volontà di NH Italia in merito alle esternalizzazioni che nell’eventualità del raggiungimento di un’intesa, non prevedrebbero la salvaguardia occupazionale di tutti i lavoratori attualmente occupati nei servizi destinati all’appalto.
Tale posizione sarebbe stata già negoziata con le aziende fornitrici. NH Italia non ha presentato alcun piano industriale se non ribadire i vincoli rigidi imposti dalle banche evidenziando scarsi margini di autonomia negoziale.

Le organizzazioni sindacali hanno ribadito il proprio giudizio negativo sull’intera posizione aziendale, e confermato la necessità di procedere celermente agli incontri, albergo per albergo per raccogliere tutte le informazioni relative alla procedura per consegnare al tavolo generale ulteriori elementi utili all’individuazione di soluzioni condivise.

“Fermo restando la nostra volontà di proseguire comunque in un negoziato complesso e delicato” affermano i sindacati “abbiamo ritenuto necessario proclamare lo sciopero nazionale per confermare il nostro totale disaccordo alle decisioni aziendali. In una fase economica così delicata, una tale operazione si ripercuoterà pesantemente sui lavoratori e sul settore, aggravando ulteriormente le difficoltà di tante famiglie. Ancor più grave è l’atteggiamento dell’azienda, poco incline a trovare soluzioni che possano salvaguardare e tutelare i propri dipendenti”.
Già nel mese di agosto, infatti, le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil avevano avanzato delle proposte, che sono state rifiutate dall’azienda (un piano di incentivi su base volontaria rivolto a tutte le lavoratrici e lavoratori; il ricorso alla cassa integrazione almeno fino al prossimo 31 dicembre, nonché la disponibilità a discutere interventi sull’organizzazione del lavoro utili a recuperare margini di efficienza, produttività e redditività).