News Dal Mondo? Solo Di Notte – di G.Barlozzetti

29/05/2003

ItaliaOggi (Media e Pubblicità)
Numero
126, pag. 19 del 29/5/2003
di Guido Barlozzetti

Notizie dalla tv

News Dal Mondo? Solo Di Notte

Non è particolarmente spalancata sul mondo la finestra della televisione italiana. Spesso viene ripetuta per il piccolo schermo nazionale l’accusa che Arbasino muoveva ai letterati del Belpaese, incapaci di uscire dal recinto assolato della penisola e di farsi conoscere a… Chiasso. Provinciali, irrimediabilmente provinciali. Anzi, campanilisti e municipalistici.

In verità, almeno a parole, sarebbero più o meno tutti d’accordo sulla necessità di allargare la prospettiva, di guardare oltre ´l’ermo colle che da tanta parte del mondo il guardo esclude’. Poi si finisce invece per assecondare il vizio indigeno, quello che porta a concentrare gran parte dell’attenzione sulle autoctone circonvoluzioni dell’atollo politico e sulla spesso bizantineggiante scena dei loro protagonisti. Il mondo, che pure è grande, entra nella scena solo con i numeri apocalittici dei terremoti e degli incidenti ferroviari, delle inondazioni o di qualche guerra insolitamente effervescente, magari solo perché ha coinvolto qualche imprudente inquilino dello Stivale o qualcuno dei nostri militi impegnati in missioni all’estero. Oppure, si manifesta nel flusso non-stop della Cnn, che però finisce per essere fortemente focalizzato sulla scena politico-militare più vicina al protagonismo internazionale degli States.

Eppure qualcosa si muove. In orari antelucani o nelle ore piccolissime della notte. Se si ha la pazienza di aspettare la conclusione dell’ultimo Tg1, ben oltre la mezzanotte, si può scoprire un’agile rubrichetta di approfondimento in cui il conduttore, oltre a curiosare tra le prime pagine dei giornali di domani e chiedere pareri al direttore di una testata, presenta, udite, udite!, alcuni servizi estratti dai notiziari delle principali televisioni straniere.

Così, può capitare di seguire una corrispondenza di Bbc World da Isarele in cui si approfondisce con chiarezza e cognizione di causa il problema dell’insediamento dei coloni in Cisgiordania. Si spiega il perché e il per-come. Si tenta di far luce sulle contraddizioni di un processo che vede Sharon come l’acceleratore e il freno, come colui, cioè, che essendo il punto di riferimento delle spinte più forti all’occupazione, dovrebbe oggi assumersi il compito di invertire la tendenza. Oppure, pescando nel telegiornale della tv russa, si può fare un salto a San Pietroburgo, in occasione del compleanno plurisecolare. E si scopre una Russia diversa. Meglio un’anima profonda, nostalgicamente zarista, scissa tra regressioni slavofile e slanci occidentalizzanti, nazionalista e ortodossa. Èa lei che riempie le cattedrali, che esibisce le icone di culti antichi, che accoglie le reliquie di santi mai dimenticati e rivolge un pensiero alla famiglia aRomanoff. Un piccolo antipasto che, con pazienza e lungimiranza, potrebbe pian piano uscire dagli anfratti notturni e farsi spazio sui rettilinei dell’informazione della giornata televisiva.