New economy, babele di contratti

30/01/2002





Il caso Virgilio evidenzia le differenti normative per analoghi profili professionali
New economy, babele di contratti
Manca un’intesa di settore: meccanica, commercio e tlc sono le soluzioni applicate
Serena Uccello
(NOSTRO SERVIZIO)

MILANO – Metalmeccanica, commercio, telecomunicazioni. Tre forme contrattuali diverse per inquadrare un unico profilo professionale. � quanto accade ai lavoratori della cosiddetta net economy: professionisti della programmazione Internet, esperti di reti, strateghi dei software, centralinisti nei call center o – � il caso pi� emblematico – editor nei portali. Relativamente recente per avere una consolidata tradizione di relazioni industriali, questo settore, che secondo l’ultimo rapporto Federcomin raggruppa 1.395.000 addetti, a lungo non � stato inquadrato in uno specifico ambito contrattuale. Almeno fino alla firma del contratto delle telecomunicazioni, siglato nel giugno del 2000. Una situazione di vuoto che ha portato di fatto all’ampliamento di contratti di categoria preesistenti e applicati a settori "contigui". Cos� � successo che molte societ� di servizi Internet, in mancanza di un inquadramento contrattuale specifico per il settore informatico, abbiano applicato ai propri dipendenti il "generico" contratto dei metalmeccanici o pi� spesso quello del commercio e del terziario della distruzione e dei servizi. �In quest’ultimo caso — spiega Luigi De Romanis, responsabile relazioni sindacali di Confcommercio – si � trattato di una scelta dettata dalle caratteristiche di questa normativa contrattuale, molto flessibile e poliedrica, adatta a diversi profili professionali, dalle mansioni pi� strettamente amministrative a quelle tecniche. Sono, infatti, incluse le attivit� di segretariato, ma anche le attivit� di servizio alle persona, alle imprese e quindi i servizi in rete�. Una soluzione inevitabile e in qualche modo necessaria per una prima fase pionieristica, che per� con la progressiva strutturazione del settore ha messo in evidenza la necessit� di trovare un assetto normativo pi� adeguato. Ne � un esempio la vicenda che sta coinvolgendo i lavoratori del portale Virgilio.it: per ottanta di questi, infatti, entro domani scatteranno le procedure di mobilit�, a seguito di una riorganizzazione aziendale. Per loro, inoltre, perso il lavoro, la strada della disoccupazione comincia senza il supporto degli ammortizzatori sociali: il contratto che li inquadra, quello del terziario appunto, non li prevede se non per alcune categorie. Sul fronte della maggiore semplificazione un concreto passo avanti � stato fatto con la stipula del contratto delle telecomunicazione �che – spiega Gigi Bonfanti, segretario confederale della Cisl – affianca una maggiore flessibilit� al potenziamento delle opportunit� sul piano retributivo�. Viene, infatti, introdotto il concetto di contratto �dinamico�, che pu� essere cio� modificato mentre � in vigore. Una scelta sollecitata �dalla consapevolezza delle parti datoriali e sindacali – si legge nel contratto – di operare in un settore ad alto contenuto tecnologico e pertanto in costante evoluzione, al punto tale da avere importanti conseguenze sull’organizzazione del lavoro�. Il campo di applicazione di questa forma contrattuale �riguarda – viene spiegato nella premessa – le imprese esercenti, con licenze/autorizzazioni, servizi di telecomunicazione, intendendosi per tali i servizi di telefonia fissa e mobile, e trasmissione dati anche attraverso l’esercizio di reti e servizi di networking (e-commerce, internet, posta elettronica)�. �Attualmente – chiarisce Bonfanti – ad applicarlo sono tutte le societ� di telefonia mobile fatta eccezione per Omnitel-Infostrada che mantiene quello metalmeccanico. Anche se, stando ai primi colloqui informali, dopo la scadenza pure quest’ultimo contratto dovrebbe essere tradotto in quello per le imprese esercenti servizi di telecomunicazione�.

Mercoled� 30 Gennaio 2002