“NeuroRunner” Pera, un destino da «eterno secondo»

27/03/2006
    sabato 25 marzo 2006

    Pagina 7- Politica

    �MOVIMENTO PER L’OCCIDENTE� L’ULTIMA CARTA DISPERATA DEL PRESIDENTE DEL SENATO

      Pera, un destino da �eterno secondo�

        Il 2 aprile il debutto dell’iniziativa a Bologna: al suo fianco per ora
        solo cento fedelissimi

          Mattia Feltri

            ROMA
            Forse stanco di andare a ruota, il presidente del Senato, Marcello Pera, s’� messo in proprio. Ha fondato il �Movimento per l’Occidente�, basato sul �Manifesto per l’Occidente�, e domenica 2 aprile andr� a vararlo a Bologna, partendo da Roma a bordo dell’Occidente express. Il treno, di stampo liberal-conservatore, � stato messo in binario perch� con Pera ci sia chiunque voglia farsi seguace al prezzo semisimbolico di quindici euro, andata e ritorno. Per ora i prenotati sono un centinaio. Tutti gli altri possono rintracciare le ragioni del movimento su due siti, marcellopera.it e perloccidente.it, attraverso i quali circa settemila italiani hanno firmato in appoggio a Pera, e al suo progetto di restituire identit� e orgoglio all’Europa, e quindi opposizione all’Islam.

              Lo strano, semmai, � che di quei settemila soltanto una quarantina sono candidati al Parlamento della Casa delle Libert�. �Mi guardo bene dal negare un eccesso di timidezza�, ha detto il presidente qualche settimana fa, lasciando affiorare la delusione dell’uomo che si gioca carte importanti. �E’ vero, ma non si scriva che intende fondare un nuovo partito�, dice uno del suo staff. Intende, pare, mettere in piedi qualcosa che unisca i partiti di centrodestra, e dunque �un mattone per il partito unico�. Una sfida tosta, visto che viene lanciata nelle settimane in cui, fiutando la sconfitta, gli alleati del premier studiano strategie di salvataggio della pelle.

                La lunga gavetta
                Ed � una bella sfida anche perch� Pera viene da una lunga gavetta e da mesi difficili. La gavetta, come � stato pi� volte scritto, comincia all’inizio degli Anni Novanta, quando nei subbugli di Tangentopoli molti trovarono un ruolo. Pera lo trov� sostenendo le nefandezze del garantismo e quindi la magistratura, compresa quella pi� battagliera. Ma, appunto, era a ruota della magistratura. Come continu� a stare a ruota quando, come molti altri, si pent� di certi furori e cambi� barricata: pass� in quella di Silvio Berlusconi dove, appunto, si sta a ruota di Berlusconi.

                  Sopraggiunta la crisi internazionale dell’11 settembre, coincidente con la crisi identitaria occidentale, Pera si � lanciato con la consueta generosit�, stringendo rapporti d’affetto e di stima con il cardinale Ratzinger. Scrissero libri assieme, ma sono, appunto, i libri del Papa. Stare a ruota del Santo Padre non � roba per tutti. Ma di Pera, fino a pochi giorni fa, stava cominciando a diventare ossessiva questa immagine del condottiero senza truppa. Lo scorso settembre, a Rimini, cerc� di mettersi alla testa del popolo ciellino, che aveva perso da poco l’eccezionale guida di don Luigi Giussani. Con un riferimento al �meticciato�, pi� goffo che altro, si conquist� critiche cos� tambureggianti da coprire il favore di Cl. E da spalancare la strada a Giuliano Ferrara, che pochi giorni pi� tardi avrebbe ottenuto il trionfo mancato da Pera.

                    Lo scontro col sindaco
                    Certe torbide vicende locali furono utili per far capire che Pera non vanta nemmeno un primato territoriale. Nella sua Lucca ha duellato con il sindaco, pure di Forza Italia, senza conseguire la vittoria schiacciante che, per blasone, i pronostici gli avrebbero attribuito. E, peggio, saltarono fuori certe oscure vicende di raccomandazioni per la fornitura del gas in citt�, intercettazioni telefoniche con Marcellino Gavio a scambiare con Pietro Lunardi impressioni desolate sugli uomini caldeggiati dal presidente del Senato; insomma, robetta di necessit� quotidiana, a dimostrazione che non basta frequentare il Vaticano e i tomi filosofici per smettere di essere politici dediti, per completezza, al rasoterra.

                      Pieno di nemici, esterni e intestini, sempre pi� sprezzanti e iracondi, Pera ci riprova. Adesso � la volta del �Movimento�, partito benino, ma senza suscitare un minimo di fervore, come se nei paraggi di Berlusconi tutti la pensassero come Ferrara: �Pera scambia per un piatto di lenticchie clericali la discussione sulla laicit� e sul neosecolarismo, sull’Islam e sullo scontro di civilt�, sull’etica, sulla bioetica e sul relativismo, agendo da croque-morts delle cause giuste�. Ma Pera incassa l’accusa di becchinaggio e va a cercarsi i proseliti direttamente in Internet, entrando a passo di lupo nei blog e sfidando la protervia di qualche blogger. Discute in Tocqueville.it, guadagna la benevolenza di molti e gli sputazzi di pochi, e illustra i sentimenti di chi, il 2 aprile, sar� a Bologna. Stavolta non � a ruota. Stavolta il giochino � davvero tutto suo, come, quindi, suo � il rischio del suicidio sull’Occidente express.