Nessuna strategia per il turismo

17/02/2004

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
040, pag. 17 del 17/2/2004
di Giorgio Bertoni



L’Ulivo ha presentato ieri le sue proposte al settore: più sistema, più fondi e più coordinamento.

Nessuna strategia per il turismo

Con l’abbandono delle regioni a se stesse e la crisi dell’Enit

Manca un riferimento nazionale per il coordinamento dell’immagine Italia all’estero; le regioni fanno la loro parte, dopo il passaggio di competenze, derivato dalla modifica del titolo quinto della Costituzione, ma non basta; la presidenza italiana di turno dell’Ue non ha portato all’avvio di una politica comunitaria in materia di turismo; la concorrenza con i partner europei non è ad armi pari per molte ragioni, non ultimo il sistema fiscale, molto più basso all’estero (e, anzi, di recente ulteriormente abbassato in Francia anche per i ristoranti) rispetto al nostro paese; va attuata la legge quadro del settore, cosa che questo governo non ha fatto per nulla; il turismo va visto non come un salvadanaio da rompere, per ricavare un po’ di soldi da mettere in finanziaria, ma come un settore da incentivare, per produrre nuova ricchezza nel paese; i nuovi flussi turistici non vanno attesi, ma vanno ricercati con attente politiche di marketing e di vendita; per questo, un Enit profondamente riformato, che sappia interpretare e omogeneizzare, sui mercati esteri, il prodotto Italia nel suo complesso, insieme alle offerte regionali, va dotato di fondi adeguati, come avviene nei paesi nostri concorrenti e non tagliando di anno in anno i fondi.

Sono queste le linee guida da cui muove l’Ulivo. L’opposizione ha infatti presentato ieri la sua piattaforma per il settore. Gli onorevoli Enrico Letta (Margherita) e Pier Luigi Bersani (Quercia), già ministri dell’industria nei passati governi di centro-sinistra, hanno illustrato a una platea foltissima di operatori e di associazioni di categoria il loro progetto per il turismo, che si inserisce in quello più ampio ´Sulla via dei distretti’. Un grande tour attraverso 24 distretti industriali italiani, per ´dare fiducia, ascolto, concretezza’ alla proposta politica che da questi incontri scaturirà. Inevitabile, per incontrare il turismo, l’appuntamento alla Bit.

Il comparto, ha spiegato Letta, è ormai da tempo abbandonato a se stesso. Il risultato è che ora le regioni vanno in ordine sparso, con iniziative all’estero non coordinate e quindi dai risultati incerti.

Serve invece, come ha detto Bersani, un coordinamento centrale, serve fare sistema nel settore e nel più ampio ambito del modello Italia.

Un ´documento politico’, che ha riscosso il plauso soprattutto delle categorie. Per il presidente di Federturismo-Confindustria, Costanzo Jannotti Pecci, l’importanza del settore dovrebbe impegnare il governo a trasferire le rinnovate competenze dal ministero dell’industria alla presidenza del consiglio dei ministri; il nuovo Enit dovrebbe fungere da agenzia con una più ampia rappresentatività delle regioni e delle associazioni, l’azione politica dovrebbe dispiegare una politica chiara per il settore.

Non meno critico verso l’attuale non politica del governo è stato Bernabò Bocca, presidente di Confturismo-Confcommercio. Egli ha ribadito l’handicap strutturale in cui si muovono ampi settori del turismo come gli alberghi e i locali pubblici, gravati da un’Iva spesso più che doppia rispetto a quella applicata in paesi nostri competitor, come Francia e Spagna; ha poi lamentato il costante, pericoloso calo dei fondi all’Enit (quest’anno 25 milioni di euro) a fronte di un aumento dei finanziamenti messi a disposizione dai governi di Francia e Spagna ai loro enti di promozione turistica (74 e 105 milioni, rispettivamente). (riproduzione riservata)