Nerozzi: «La manifestazione deve cambiare»

06/09/2007
    giovedì 6 settembre 2007

    Pagina 3

    20 ottobre - Braccio di ferro tra Prc e Sd

      Nerozzi difende il ruolo dei sindacati
      «La manifestazione deve cambiare»

        di Alessandro De Angelis

          Il direttore di Liberazione, Piero Sansonetti, media, Rifondazione sta a guardare e Sd cpntinua a mettere le sue condizioni. Oggetto: la manifestazione del 20 ottobre. È soprattutto dentro Sd che cresce una certa insofferenza. Paolo Nerozzi, segretario confederale della Cgil (e invitato permanente all’ufficio di presidenza di Sd), proprio non ci sta alla piega che ha preso il dibattito. Fosse per lui, la manifestazione non si dovrebbe proprio fare, ma si limita a dire: «La manifestazione deve cambiare nelle forme e nei contenuti. Io sto sulla posizione di Mussi a Orvieto». E aggiunge: «Non si può fare un’iniziativa contro governo e sindacati. Le parole di Rizzo e caruso sono fuori dalla tradizione della sinistra italiana. Ma lasciamo stare. Io mi occuperò d’altro, ovvero della consultazione tra i lavoratori».

          Ma andiamo con ordine. Una cosa è certa: una qualche manifestazione si farà. Almeno il Prc non può tornare indietro. La mediazione possibile potrebbe essere su tre punti. Sul tema: una pattaforma ampia "a favore" dei diritti (non solo "contro" la precarietà). Sul luogo: tra corteo e palasport, la soluzione potrebbe essere il classico raduna in piazza. Sulle forme: il concerto (proposta di Pecoraio Scanio) potrebbe rendere più controllabile il tutto rispetto al «rischio di effetti collaterali indesiderati» di cui ha parlato ancora ieri Mussi. E Rifondazione? Per il partito di Giordano è più difficile rinunciare al corteo dopo aver lanciato la sua campagna d’autunno in nome, soprattutto della lotta alla precrietà. Spiega il capogruppo del Prc al Senato Russo Spena: «Noi al corteo non rinunciamo se il comitato promotore non rinuncia, anche perché lo vuole il nostro popolo. Ma siamo disponibili alle soluzioni che indicherà il comitato promotore». Per Sd, invece, il campo delle opzioni possibili è più stretto. Nell’incontro con gli organizzatori dell’iniziativa, la delegazione di Sd (Mussi, Salvi, Di Salvo) ha ribadito le sue condizioni: il corteo non può caratterizzarsi né contro il governo né contro i sindacati. Linea che è stata ribadita nell’ufficio di presidenza svoltosi a seguire.

          La sensazione è che di qua a ottobre il rapporto tra Sd e Rifondazione si misurerà su due temi: il Protocollo (e relativa consultazione) e la Finanziaria. Sul primo punto Nerozzi non usa mezzi termini: «I sindacati hanno promosso una consultazione tra milioni di lavoratori sul Protocollo. In un Paese diviso traNord e Sud, tra lavoratori e pensionati, sia l’accordo sottoscritto che la consultazione danno il senso della funzione nazionale del sindacato». Nerozzi insiste sulla rappresentatività dei sindacati in tempi di crisi della politica e non nasconde le sue preoccupazioni: «C’è un clima, anche in certi giornali di sinistra, teso a mettere in discussione il nostro ruolo, come mostrano gli ingiusti attacchi verso Bonanni». Poi una constatazione che è quasi un appello: «Di fronte alla frantumazione della rappresentanza politica del lavoro e allo scollamento tra rappresentanza sociale e politica, l’unità di Cgil, Cisl e Uil che si è verificata in questo anno mostra come sia arrivato il tempo dell’unità sindacale». Nerozzi insiste molto su questo tema: «La scelta compiuta della consultazione, impensabile in altri periodi, ha degli aspetti strutturali che vanno sottolineati. I tre sindacati sono consapevoli dell’importanza di stare assieme». Poi il primo monito: «La consultazione promossa da tutti e tre i sindacati ha un’importanza sociale e politica enorme. Tutti dovrebbero fermarsi a riflettere un attimo». Poi il secondo, il più esplicito: «Non è irrilevante il fatto che con il risultato della consultazione, che coinvolge non solo i dipendenti, ma anche i giovani e i precari, tutti dovrebbero fare i conti». Tradotto: poiché è probabile che il Protocollo sarà approvato dai lavoratori il 12 ottobre, la manifestazione sarebbe fortemente depotenziata.

          Sul secondo punto Nerozzi spiega: «Il tema vero sarà come uscirà la Finanziaria che per noi deve contenere alcune risposte in tema di lotta all’evasione fiscale, di investimenti in innovazione e ricerca, di lavoro dipendente». E prosegue, sui quattro ministri della "Cosa rossa" che si riuniranno oggi: «Dovranno attenersi a quanto scritto nel Dpef. Piuttosto mi dispiace che lo Sdi non partecipi». Tradotto: se la Finanziaria dovesse recepire alcune istanze poste, la manifestazione che senso avrebbe? Infatti Nerozzi conclude: «Mi sorprende che si finisca a parlare solo della manifestazione. Ottobre, per me, sarà il mese della consultazione e della Finanziaria».